Giovedì sera, su SkyUno, è ripartito X Factor. È troppo presto per giudicare, visto che le audizioni, complice un montaggio di pregio, televisivamente funzionano sempre. La novità principale è Skin nelle vesti di nuovo giudice, ma anche la sua presenza va valutata con l’inizio dei live show, non prima. Eppure, uno spunto di discussione c’è già e riguarda, paradossalmente, un assente. Giovedì sera, infatti, sui social molti invocavano Morgan, giudice storico del talent e non confermato dopo l’ultima difficile e tesa annata. Ma il fondatore dei Bluvertigo, genio irregolare e ingestibile, ci manca davvero?

No, affatto. E forse è il caso di spiegarsi meglio: l’ultimo Morgan non manca, e non mancherà, a Xfactor 9. Era diventato più ingestibile del solito, un guastatore non spontaneo, uno Sgarbi musicale. Inquieto oltremisura, Morgan era riuscito a creare una tensione negativa evidente tra i giudici, ma anche con il conduttore Alessandro Cattelan. E soprattutto il rapporto era diventato insostenibile con la produzione del programma, costretta a inseguire le bizze di un personaggio ormai fuori contesto persino in un talent show televisivo.

Sia chiaro: Morgan ha dato tantissimo a Xfactor (già nei primi anni su RaiDue). Le sue scelte musicali inusuali per una prima serata televisiva hanno provato a educare una generazione di giovanissimi che di certo non conosceva Piero Ciampi o Bertolt Brecht, assegnati ai concorrenti della sua squadra che puntualmente trionfavano su tutti gli altri. Ha educato musicalmente i giovanissimi, dicevamo, e lo ha fatto senza annoiare, con arrangiamenti di qualità altissima. E persino i suoi insopportabili capricci sembravano funzionali alla missione pedagogica, e funzionavano assai anche come semplice “intrattenimento televisivo”.

Certo, da qualche anno Morgan era diventato, per migliaia di ragazzi, “il giudice di Xfactor” e non più, ahinoi, il fondatore dei Bluvertigo (oggi in uscita con il nuovo singolo) il musicista inquieto e un po’ inquietante ma sempre originale. E per uno che per vivere dovrebbe fare il cantante (e non il personaggio televisivo) non è certo un bene. Ma questo, forse, è l’aspetto meno importante della questione. La tv tira più della musica, il mercato discografico è in crisi nera e via cantando. E allora, visto che persino l’anticonformista Marco Castoldi deve pagare le bollette, ben venga la tv.

Ma Morgan non ci mancherà soprattutto perché era diventato l’ombra di se stesso, una involontaria macchietta che danneggiava la propria immagine, oltre al programma a cui stava partecipando. La fine dell’esperienza a Xfactor, però, deve servire al cantante brianzolo da stimolo per ripartire. Senza l’esposizione mediatica massiccia che Xfactor gli garantiva, sarà giocoforza obbligato a rimettersi in gioco dal punto di vista musicale.

Morgan è come Mario Balotelli, in fondo. Un talento innegabile rovinato da una altrettanto innegabile attitudine all’autodistruzione. E i compagni di “squadra”, nell’uno e nell’altro caso, finiscono per odiarti, per emarginarti, per chiedere a gran voce il tuo allontanamento. Durante la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del talent di SkyUno, era evidente il cambiamento di clima tra i protagonisti. Il fantasma di Morgan era lì, ad aleggiare su ciascuno di noi, mentre Fedez, Mika e Elio esaltavano il nuovo clima di concordia e divertimento di questa nona stagione. E nonostante abbiano negato la correlazione tra l’allegria e l’assenza di Morgan, era sembrato evidente il sollievo. Ecco, “sollievo” è la parola giusta. Il dizionario Sabatini Coletti, così descrive l’espressione “provare sollievo”: “sentirsi finalmente libero da quanto era fonte di ansia, di preoccupazione”. Da Sky a Fremantle, da Fedez a Elio, passando per molti affezionati spettatori di Xfactor, è esattamente questo il sentimento che sembra prevalere. L’ultimo Morgan non può e non deve mancarci. Ci manca quello di un tempo, e tanto. Ma siamo certi che quel Morgan manca anche a lui.