Perfetta. Praticamente “ingiocabile” per la numero due del mondo, fatta fuori in un’ora nella semifinale degli Us Open. Flavia Pennetta distrugge Simona Halep e si prende la sua prima finale in uno Slam. Ed è anche la prima volta di un’italiana che lotta per il titolo di uno Slam al di fuori del Roland Garros, vinto da Francesca Schiavone nel 2010. Una partita da incorniciare, la migliore della sua carriera, giocata con una cattiveria e una serenità che può avere solo una giocatrice di 33 anni, capace di ripartire da zero dopo un infortunio nel momento in cui era vicina ad esplodere. Finisce 6-1, 6-3 dopo un match senza storia.

La Pennetta domina il primo set, giocando come si pensava dovesse fare la Halep. È invece la rumena a dover correre dietro ai colpi della brindisina, bravissima a cambiare il ritmo negli scambi. Flavia ci mette un’energia mai vista, serve bene e innervosisce la numero 2 al mondo con la sua potente tranquillità. Ma soprattutto – ed è forse l’aspetto più interessante tenendo conto dei trascorsi – reagisce con una maturità straordinaria all’unico momento di difficoltà. All’inizio del secondo set, infatti, dopo aver strappato subito il servizio, la tennista azzurra perde tre game di fila, uno grazie anche un colpo beffardo sul nastro. La Halep sembra tornata e invece è l’inizio della più bella Pennetta di sempre. Flavia vince 5 game di fila, concedendo appena tre-punti-tre alla rumena, l’ultimo dei quali è il primo match-point annullato. Un dominio.

Sabato alle 21 giocherà la finale da numero 16 virtuale nel ranking mondiale. Una risalita repentina, sempre sul suolo americano. Del resto dall’altra parte dell’oceano, la Pennetta ha ricostruito se stessa negli scorsi anni. Dopo svariati infortuni, nel 2009, vince a Los Angeles, raggiunge la semifinale a Cincinnati ed entra nella Top Ten, approdando poi ai quarti degli US Open. Sullo stesso cemento, nel 2013, ancora dopo un grave infortunio al polso, raggiunge – senza perdere un set – quella semifinale che sembrava, prima d’oggi, un risultato straordinario. E nel marzo 2014 vince gli Indian Wells tornando a essere la numero 12 al mondo. Un feeling a stelle strisce ribadito ancora una volta quest’anno.


“Sono molto, molto felice. È straordinario essere qui. Ho giocato bene sin dal primo punto. Volevo essere positiva anche quando mi sono trovata sotto – commenta la prima finalista degli Us Open 2015 – Ho cercato di spingere e ho sbagliato pochissimo. Quando mi sono ritrovata sotto 3-1 non è stato semplice. Ero un po’ delusa ma ho ripreso a giocare come prima”. Cioè come mai fatto nel corso della sua già splendida carriera. È la Pennetta più bella di sempre. Una versione che, al di là di chi sarà l’avversaria in finale, Serena Williams o la conterranea Roberta Vinci, non deve temere nessuno.