Il Matteo Salvini che non ti aspetti va in onda su Agorà estate . “Accogliere chi scappa dalla guerra? Sì. Anche domani. Anche a casa mia ”. La conduttrice Serena Bortone sente profumo di notizia e lesta domanda interrompendolo: “Lei ospiterebbe un profugo a casa sua?”. Il leader della Lega non può tornare indietro e chiude la parentesi così: “Ma ci mancherebbe altro, certo io ho un bilocale e quindi non potrebbe sbizzarrirsi tanto”. Poi precisa che l’offerta vale solo se il migrante è siriano e scappa dalla guerra, niente bengalesi in fuga dalla povertà. Il problema di spazio sembra però facilmente risolvibile. Per realizzare la promessa di ospitalità ai siriani in fuga Salvini ha infatti una facile soluzione a portata di mano. Perché oltre al piccolo “bilocale” dove il leader della Lega ha dichiarato di vivere, e dove un ipotetico ospite dovrebbe “sbizzarrirsi”, ha anche altro nelle sue disponibilità.

Non occorre andare lontano. Basta fare una passeggiata nel centro di Milano, zona di Porta Romana, e fermarsi nei dintorni di viale Bligny al civico 42, per vedere cartelli che offrono appartamenti “in palazzo multietnico”: è il cosiddetto “fortino”, 213 tra mono e bilocali nel cuore della città, costruiti alla fine dell’800, destinati agli operai negli anni ’50 e oggi abitati da circa 600 persone, soprattutto egiziani, brasiliani, cingalesi. È lì che il segretario ha la fortuna di possedere una mansarda al quinto piano, che si affaccia sui cortili dove bambini nordafricani e sudamericani rincorrono un pallone tutti i pomeriggi.

Il leader del Carroccio quel palazzo di viale Bligny lo conosce bene: già il 18 novembre del 2011 nella veste di consigliere comunale della Lega Nord, firmava una mozione indirizzata al sindaco Giuliano Pisapia. Dopo avere denunciato il degrado dello stabile, lo spaccio e la presenza di immigrati abusivi, il futuro leader del Carroccio chiedeva al sindaco di Milano di intervenire. Poi il 14 maggio del 2012 compra quell’appartamento per 40 mila euro da due signore milanesi e il 13 giugno 2012 torna alla carica: “Le centinaia di proteste di residenti e commercianti fino ad oggi hanno trovato solo l’indifferenza del Comune di Milano”.

Salvini per il palazzo di viale Bligny 42, dove aveva appena comprato casa, chiedeva “verifiche a tappeto di residenze, affitti, attività illegali e altri abusi in essere. Entro una settimana conto di chiedere a Prefetto e Questore il posizionamento di un presidio fisso delle forze dell’ordine 24 ore su 24”. Infine la minaccia: “Qualora questi solleciti non bastassero, sarò pronto a passare personalmente alcune notti in un appartamento dello stabile per porre fine a questa vergogna”. Nell’aprile del 2013 finalmente si fa vedere nel palazzo in occasione di una manifestazione per il decoro dello stabile e a Luca Fazzo del Giornale dice che non ha comprato per speculare ma per avere “una finestra sul degrado”.

Oggi finalmente potrebbe trasformarla in una porta sull’accoglienza. È questo il senso dell’annuncio di ieri ad Agora? Davvero Salvini pensava a viale Bligny quando si offriva per ospitare un siriano? La speranza svanisce subito: “No no. La mia mansarda non è ancora pronta, ci sono dei lavori”. Dopo tre anni dall’acquisto ancora lavori in corso? Nel palazzo dicono che tutte le mansarde sono occupate e l’unica che si affitta è “in ottime condizioni”. Tanto che qualche speranza era lecita dopo l’annuncio di ieri. Ma Salvini nega di essere il proprietario di quello in offerta: “Macché – dice il segretario leghista – nel mio appartamento manca persino il pavimento, l’avevo preso ai tempi per portare un po’ di ordine nel palazzo, siccome ci sono i trans e gli spacciatori. Ma i lavori sono infiniti”.
Salvini è stato accusato di soffiare sull’odio razziale e potrebbe ribaltare in un colpo la sua immagine offrendo la casetta a un profugo, ovviamente gratis. In fondo la parola, soprattutto se data in diretta televisiva, dovrebbe valere: “Anche subito, anche a casa mia”, aveva detto. Il leader del Carroccio però non cede. “Appena sarà pronto andrò ad abitarci io: sono appena 22 metri quadri, il profugo dove lo metto?”