Prima i profughi nelle cucine della Festa del Pd di Reggio Emilia, poi gli studenti dell’Istituto Spallanzani di Modena dietro ai fornelli della Festa dell’Unità della Ghirlandina. Finisce di nuovo al centro delle polemiche il Partito democratico, che tra gli stand della festa di Ponte Alto ha arruolato, come stagisti, gli studenti del corso di enogastronomia dell’Istituto Spallanzani di Castelfranco Emilia. Se secondo il segretario locale Lucia Bursi, infatti, “la convenzione stretta con la scuola, nell’ambito di percorsi in alternanza studio e lavoro organizzati a favore degli studenti, offre la possibilità, sotto la stretta supervisione di due tutor, di cimentarsi con i problemi concreti della gestione di una cucina e di una sala”, i primi a criticare il partitone sono stati proprio i genitori dei ragazzi, contrari allo training tra i fornelli della kermesse, e alla presenza di uno stand dedicato all’istituto nell’ambito di un’iniziativa di partito. Un caso che è finito anche sul tavolo della Regione Emilia Romagna, dopo che la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giulia Gibertoni, ha presentato un’interrogazione alla giunta guidata dal renziano Stefano Bonaccini per chiedere che vengano verificate le modalità di selezione degli studenti destinati a prestare la loro opera al ristorante, e se all’istituto di Castelfranco siano mai stati destinati contributi o finanziamenti regionali per lo sviluppo di attività da svolgere presso iniziative di partito.

“Le proteste dei genitori sono legittime – sottolinea Gibertoni – la presenza dell’istituto superiore Spallanzani di Castelfranco alla Festa del Pd di Modena come gestore di un ristorante è inopportuna ed addirittura imbarazzante. Le attività formative degli studenti dovrebbero essere ben distinte dagli eventi di militanza politica. La scuola è un bene comune, non di partito. E’ la stessa Costituzione ad affermarlo con forza”. Un punto sul quale concorda anche la Lega Nord, che nei prossimi giorni potrebbe a sua volta presentare in viale Aldo Moro, sede del parlamentino regionale, un’interrogazione sul caso, “già redatta”, fanno sapere dal Carroccio. “L’impiego di studenti appare quantomeno eticamente e politicamente discutibile – attacca la capogruppo leghista in consiglio comunale a Castelfranco Cristina Girotti Zirotti – Ma non sarebbe opportuno tenere le scuole fuori da queste kermesse politiche così da evitare una loro etichettatura? E non sarebbe doveroso che gli studenti non venissero posti nella condizione di scegliere se lavorare o meno alla festa di un partito? O è forse così che il Pd cerca di riprendere consensi? Dopo Reggio, pare che anche a Modena i democratici abbiano qualcosa da chiarire”.

Il riferimento è al caso della kermesse democratica andata in scena al Campovolo di Reggio Emilia, dove il Pd locale ha arruolato tra i propri volontari una trentina di richiedenti asilo seguiti dalla cooperativa Dimora D’Abramo. Una convenzione anche in quel caso, che tuttavia dopo le polemiche era stata interrotta su input della Prefettura di Reggio Emilia e della circolare ministeriale, poi ripresa da un provvedimento della Regione Emilia Romagna, che consente ai profughi di prendere parte ad attività di volontariato purché non siano a fine di lucro, o in un contesto di partito.

Discrimine che le opposizioni emiliano romagnole vorrebbero applicare anche alle scuole. “Questa iniziativa poteva essere evitata con un po’ più di attenzione – sottolinea la Lista civica Franzoni di Castelfranco – perché era valutabile potesse creare un incidente, trattandosi di una manifestazione evidentemente fortemente caratterizzata. Bisogna tenere conto delle diverse sensibilità, degli alunni e anche delle loro famiglie. Speriamo sia stato un incidente di percorso, e che situazioni di questo tipo in futuro non capitino più”.

E tuttavia, secondo il Pd quelle mosse dagli altri partiti sono “illazioni”: “Con buona pace delle minoranze che non perdono occasione per attaccare la Festa del Pd, non c’è nulla di poco chiaro nel rapporto instaurato con l’istituto Spallanzani. I ragazzi sono coperti da assicurazione, tutte le spese sono a carico del Pd e, alla fine dello stage, è prevista una borsa di studio e la consegna di un attestato a chi ha partecipato. L’intento del Pd, in accordo con la scuola che ha espletato tutti i passaggi formali necessari, è stato quello di offrire una possibilità concreta a chi sta seguendo questo percorso di studi di esercitarsi in una realtà lavorativa variegata come è quella della Festa, ora che il mercato del lavoro richiede sempre maggiori specializzazioni e competenze”.