Palermo, " marcia degli scalzi " in solidarietà dei migranti

“E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare” con queste parole inizia l’appello per la marcia delle donne e degli uomini scalzi.

Poi ci sarà quello che dirà che sono i soliti radical chic, quelli che si levano le scarpe ma sono scarpe da trecento euro e poi se ne tornano sul terrazzino all’attichetto dei Parioli o a fare l’aperitivo a Campo de’ Fiori.

Quello che gli piacerà stare da qualche altra parte e non con questi comunisti o anarchici o comunque gente di sinistra e che poi non c’è più la destra e la sinistra e quelli lì sono ancora con la testa piena di ideologia del novecento e sono finite le ideologie e non lo avete ancora capito, peggio per voi.

Poi ci sarà quella che ti dice che sei un cattolico e fai una manifestazione “pretesca tipo la marcia di Assisi, specie di carnevale con gente abbigliata in modo folkloristico con padelle in testa, penne di gallina, tuniche” e invece con questa gente non è il caso di essere buoni e anzi li stiamo attirando a tutti quegli africani o siriani o nonsochicazzosonoedadovecazzovengonoemancomenefreganiente, però li attiriamo come lo straccio rosso chiama il toro e alla fine vedrai che finiremo incornati.

Poi c’è quello che “vaffanculo” e basta e che “siamo troppo buoni” e “questo non è mica il paese del bengodi” e “poi noi c’abbiamo la crisi, figurati se possiamo farci carico delle loro disgrazie” e “se c’hanno la guerra al paese loro perché scappano come conigli invece di combatterla? mio nonno ha difeso l’Italia, mica è scappato in Svizzera!”.

E infatti poi ci stanno quelli che: prima gli italiani!
Vabbè, ma quali italiani? I romani fancazzisti? i milanesi spocchiosi? i piemontesi invasori del sud? gli zozzi napoletani? i meridionali mafiosi e camorristi?
Anche un sacco di zingari sono italiani. Allora nella classifica della gente che ha diritto di vivere gli zingari abruzzesi vengono prima degli etiopi?
E tra etiopi e eritrei chi vince il derby?

Ma poi c’è pure il complotto che non te lo devi scordare, ma c’è pure lui e quello che ti scrive che la guerra in Siria ci sta proprio per far scappare i siriani e fargli invadere l’Europa e ”destabilizzare la nostra società e aggravarne le difficoltà” e gli intellettuali fanno “propaganda a favore dell’invasione, specie se si è a libro paga di massoni e plutocrati mondialisti. Del resto, due dei firmatari, Roberto Saviano e Gad Lerner, sono sionisti”.

E probabilmente sono una specie di re magi sfigati che arrivano in Europa e invece della cometa seguono le scie chimiche e nel frattempo fanno pure i cerchi nel grano per attirare gli extraterresti con i loro dischi spaziali, sennò il complotto non è tutto intero.

E quell’altro che dice che l’Ocse ha detto che “6,8 miliardi di persone nel mondo stanno peggio di noi… che facciamo gli compriamo a tutti un bel paio di scarpe?”.

E io cerco di immaginare chi li ha scritti questi commenti. Chi, dove e quando.
In autobus mentre andava a lavoro o prima di spegnere il cellulare per una visita medica delicata. Una di quelle che dopo qualche giorno ti dicono se stai per morire o invece era solo uno sbaglio e nel frattempo tu hai pensato di cercare le parole per dire a tua figlia adolescente coi brufoli che mi sa che non camperai tanto.

Eri incazzato per un colloquio di lavoro andato malissimo e a 43 anni non ti prendono manco in cassa al supermercato. E le parole di quel tipo che in televisione ha detto che un negro costa più di trenta euro al giorno ti girano nel cervello come la punta del trapano.

E poi quell’altro politico con le scritte sulla felpa l’ha detto in televisione e l’ha detto come se lo diceva proprio a te che pure lui li aiuterebbe gli immigrati, ma in mezzo al mare. “Li curerei e darei loro cibo e bevande. Li soccorrerei ma li terrei al largo e non li farei sbarcare”. Questo l’ha detto lui, ma tu l’avevi già pensato.

È vero che ci avevi pensato?
E mica solo questa roba morbida e politichese che poi mica puoi prenderti le querele e allora devi andarci piano. Come l’hai pensata tu era più sporca, ma anche più vera.
Hai pensato quello che altri più coraggiosi di te hanno già scritto.

“Sono in accordo con Salvini… vedrai che se li lasci in mezzo al mare una, due tre volte non ci provano più” questo ha scritto uno che dal nome pare una donna.
“Chi li vole, che si trasferisca in Africa ad accudirli, oppure se li porti a casa sua, e paghi di tasca propria tutta la manfrina!!!!!” lo ha sostenuto elegantemente qualcuno che si chiama elegance10 “Viaaa tuttiiiiiiii,,,,basta andare a prenderli,,,,,,,,,divieto assoluto di approdare. In italia ,,,viaaaaaaaaa” ha dichiarato quello che nel finto nome della rete dice che ama Roma.
“e se provano ad avvicinarsi si spara. E’ l’ora di farla finita di fare i finti perbenisti” gli ha risposto qualcuno che forse è nato nel 1977.

Lo scrivono gli altri e ti leggono le parole nel cervello.
Il tuo cervello esausto per tutti quei telegiornali, quelle notizie lette in rete sul telefono quando devi riempire mezz’ora di metropolitana o di tram.
Se sei arrabbiato non è un problema tuo. Adesso il problema deve ricadere sugli altri come una valanga. La grossa valanga. La grande palla di neve ingrossata per tutto il tempo che rotola giù dalla montagna che ha la valle nel cuore, ma la cima nell’inconscio torbido.

È tutto il giorno che ci pensi. È tutta la vita che ti passa nelle orecchie quella frase anche se l’ha detta un altro “l’Europa non è un albergo dove chiunque decide di andare ad alloggiare”. Era scritta proprio così e hai capito che l’aveva pensata qualcuno che pensava alla stessa maniera del tuo cervello.

Se avessi un megafono gigante glielo urleresti fino a spaccargli le orecchie.

Non venite da noi.
Siamo assassini e non guardiamo in faccia nessuno.
Sterminatori come l’eruzione di un vulcano.
Prova ad avvicinarti e ti brucio vivo.