E’ stato costretto a dare le dimissioni perché è emerso che aveva organizzato un volo, facendo perdere soldi alla compagnia, solo per accontentare l’ex presidente della Port Authority di New York e New Jersey. Responsabile anche della gestione degli aeroporti. Il numero uno della linea aerea United Continental, Jeff Smisek, ha lasciato l’incarico mercoledì mattina dopo essere stato coinvolto in un’inchiesta federale per corruzione. Aveva fatto ripristinare una tratta perché David Samson, costretto ad abbandonare il prestigioso incarico presso l’autorità già nel 2014 a causa del cosiddetto “Bridgegate” che ha coinvolto anche il governatore del New Jersey Chris Christie, voleva arrivare il più in fretta possibile da New York alla sua casa al mare, in South Carolina.

Insieme a lui hanno dovuto lasciare altri due top manager della holding con sede a Chicago, destinata a diventare la più grande compagnia aerea al mondo una volta completata la fusione tra United Airlines e Continental. Un’operazione avviata nel 2010 e per condurre la quale era stato scelto proprio Smisek, ex amministratore delegato della Continental. Ma finora l’operazione non sembra essere davvero decollata e l’integrazione tra le due compagnie è lontana dall’essere completata.

Samson, in cambio del ripristino del volo ‘ad personam’, si era prodigato per assecondare tutte le richieste avanzate da Smisek e relative allo scalo del Newark Liberty International Airport, il più importante di New York dopo il Jfk. Richieste volte a dare a United, già primo vettore a Newark, maggiore potere. Ma da quando Smisek ha preso il comando del gruppo United Continental, scrive il New York Times, le performance non sono state eccellenti, tra disfunzioni continue, ritardi, blackout informatici (l’ultimo nel luglio scorso) e conseguenti disagi per i passeggeri.

Ora al posto dell’amministratore delegato e presidente silurato arriverà Oscar Munoz, già nel board della compagnia e proveniente dal gigante ferroviario Csx Corporation.