È cominciata, con il solito tripudio su Twitter, la quarta edizione di Pechino Express, l’adventure game vip di RaiDue condotto da Costantino della Gherardesca. Come ogni anno, al momento dell’annuncio delle coppie in gare, più di qualcuno aveva storto il naso. Poi, fin dalla prima puntata, viene fuori tutta la sapienza di un casting che ancora una volta sembra azzeccato. È ancora presto per fare bilanci, ovviamente, ma qualche punto fermo è già venuto fuori.

Innanzitutto, probabilmente quella iniziata ieri è l’edizione più gay della trasmissione più gay della storia della tv italiana. Ma così gay che Monica Cirinnà, dopo aver visto la prima puntata, potrebbe essere sul punto di ritirare il ddl sulle unioni gay e di iscriversi a Forza Nuova. Scherzi a parte, tra dichiarati (Shalpy e il suo neosposo), rivelati da Costantino (il personal trainer della coppia degli Antipodi), evidenti e malcelati, si arriva a una percentuale considerevole di concorrenti gay. E non è poco, perché l’immagine dei gay sarà pure cambiata negli ultimi anni, ma siamo sempre in Italia, nel paese che pare possa varare entro pochi mesi una legge sulle unioni gay concordata nientemeno che con il partito di Formigoni e Giovanardi. Mica pizza e fichi. Nei suoi tre anni di conduzione di Pechino Express, Costantino della Gherardesca, gay irregolare, tutt’altro che omologato e dalle posizioni “politiche” piuttosto eretiche, ha fatto tantissimo per la rappresentazione dell’omosessualità, nell’intrattenimento “leggero” ma mai vuoto, spensierato ma con la giusta dose di sarcasmo cattivello, squarciando, per quanto possibile in uno show di prima serata sulla Rai, il velo di ipocrisia catodica a cui ci ha abituati la tv degli ultimi decenni.

Sotto il profilo televisivo la prima puntata di Pechino Express ha confermato lo stile consolidatosi nelle edizioni passate: montaggio coinvolgente ed emozionale, ampio spazio alle bellezze naturali (quest’anno si è passati dall’Asia al Sud America), qualche incursione sferzante del conduttore (memorabile il volto accigliato di Costantino quando ha nominato en passant Lorella Cuccarini, protagonista di una polemica accesissima sul tema delle unioni tra omosessuali).

Tra i concorrenti, spicca Shalpy, a metà una zia godereccia di Conchita Wurst e la versione queer del Cristo di Zeffirelli interpretato da Robert Powell. E poi Yari, il rampollo di casa Carrisi, figlio di Al Bano e Romina, che somiglia al leggendario Franchino di un film di Fantozzi e condivide l’avventura con il placido e sorridente figliolo di Enrico Ruggeri. Tra Soraya e Lucky Ladies, ecco la coppia delle Persiane, madre (iraniana) e figlia (reginetta di bellezza); e poi Paola Barale e Luca Tommassini, forse i più noti della compagnia ma che ancora non hanno carburato a dovere. Gli altri sono ancora evanescenti, con una Naike Rivelli stucchevolmente emozionata e commossa (così come il fratello Andrea Fachinetti) di fronte alle meraviglie naturali e umane dell’Ecuador. Ma il colpo da maestro di questa edizione potrebbe arrivare già mercoledì, durante la seconda puntata: Shalpy e il compagno, infatti, dovranno completare la seconda tappa con una sorta di fardello-penalità, che pare sia nientemeno che Giancarlo Magalli, ormai figura leggendaria sui social network e che sguazza con sapienza in una ritrovata (e insperata?) notorietà.