Un paziente muore per sospetta legionellosi nell’ospedale Sant’Anna di Cona a Ferrara e il batterio viene trovato nella doccia di una stanza dove era stato ricoverato. Dopo la notizia del decesso riportata dal giornale on line Estense.com a metà agosto, Raffaella Sensoli, consigliere M5S e vicepresidente della commissione sanità, aveva interrogato in merito l’assessore Sergio Venturi.

E la risposta all’interrogazione conferma la presenza della legionella, con valori “in misura superiore ai limiti consentiti”. Questo non implica necessariamente che il decesso del paziente sia collegato al batterio. “La segnalazione di legionellosi – aveva affermato a suo tempo il direttore sanitario del Sant’Anna Eugenio Di Ruscio – venne fatta immediatamente al dipartimento di Igiene pubblica con tutti gli alert attivati in Regione e anche in procura”. Al momento le indagini della magistratura, fa sapere in aula Venturi, sono ancora in corso. Così come quelle interne attivate dall’azienda ospedaliera, che ha eseguito dei campionamenti e attende i risultati degli esami “per capire – secondo l’iter illustrato dal direttore sanitario – se il paziente si sia effettivamente infettato nell’ospedale oppure prima o se la positivizzazione dell’antigene sia venuta prontamente o tardivamente”. Il dubbio però rimane anche di fronte al fatto che – come ha spiegato sempre Venturi – “non risultano essere state accertate in ospedale altri casi”.

Quanto basta per la Sensoli per parlare di “un fatto gravissimo che si va a sommare ai tanti scandali che in questi anni hanno interessato un ospedale nato già vecchio e che invece di assicurare le necessarie cure ai cittadini ne mette addirittura a repentaglio l’incolumità”. Per la consigliera del M5S la presenza del batterio nell’ospedale estense è “solo la punta dell’iceberg di quello scandalo che è Cona”. “Chi, come me – insiste -, ha visto cosa si nasconde nei cunicoli non può essere stupito da notizie del genere. Umidità, tubi e muri invasi dalla muffa, calcinacci che si sgretolano come polistirolo…”. Il riferimento è al blitz che la Sensoli fece lo scorso febbraio assieme alla deputata cinque stelle Giulia Sarti nei sotterranei dell’ospedale. “Per questo scandalo – attacca la consigliera – da punto di vista penale nessuno ha ancora pagato ma i responsabili dal punto di vista politico hanno un nome e cognome già da tempo, ovvero quelle forze politiche che hanno governato il nostro territorio da decenni e che hanno contribuito a realizzare una struttura che invece che prendersi cura dei pazienti ne mette addirittura a rischio la vita”.