La Serie A si ferma per la consueta sosta per le nazionali, ma sarà comunque un weekend di calcio in Italia: tra sabato, con l’anticipo CesenaBrescia, domenica e lunedì riparte la Serie B. In ritardo rispetto al previsto, causa calcioscommesse. Con tante novità, come il cartellino verde che sarà mostrato ad ogni giocatore che si renderà protagonista di un atto di fair-play (chi ne avrà di più a fine stagione sarà premiato) e talenti in vetrina. Con le big in cerca di veloce risalita e la caccia alla solita sorpresa del torneo più lungo e imprevedibile del nostro pallone.

Da anni il campionato cadetto è riuscito a diventare sempre più interessante, grazie alle grandi piazze e ai colpi di scena regalati dalle piccole. La stagione che verrà non dovrebbe fare eccezione. Il campionato, in realtà, avrebbe dovuto iniziare già il 21 agosto, insieme alla Serie A. È slittato di due settimana per il processo che ha visto coinvolte Catania e Teramo, culminato nella loro retrocessione in Lega Pro e nel sorteggio farsa con X contro Y alla prima giornata. Quelle caselle sono state colmate dopo l’esito dei ripescaggi: a completare l’organico saranno Virtus Entella e Ascoli, a cui è stata anche concessa una proroga del mercato fino a metà settembre (oltre al rinvio del primo turno, da recuperare a fine mese). E non è detto che non possano essere proprio loro le rivelazioni del torneo: è già successo l’anno scorso, con il Vicenza ripescato e poi in grado di sfiorare la promozione.

La grande favorita, però, anche quest’anno è una big che arriva dalla Serie A e spera di ritornarci al più presto: come nel 2014 il Bologna, o nel 2013 il Palermo, il Cagliari è la corazzata che dovrebbe ammazzare il campionato e ipotecare il titolo già a gennaio. I sardi hanno un organico di altra categoria, ulteriormente rinforzato dal mercato: Storari, Ceppitelli, Joao Pedro, Di Gennaro, Melchiorri, Sau. Una rosa che potrebbe tranquillamente competere nella massima serie, dove il presidente Giulini si augura di riportarla dopo la retrocessione al suo debutto in società. La Serie B, però, è un campionato imprevedibile: lungo, con 22 squadre e 42 giornate, addirittura estenuante, può trasformarsi in delle vere e proprie sabbie mobili che annullano il talento.

Non sempre vince la squadra più forte. È già accaduto in passato (il Bologna è dovuto passare dai playoff), in Sardegna sperano che non ricapiti quest’anno. Dovranno guardarsi da rivali agguerrite.  L’altra retrocessa, il Cesena (il Parma, che pure sarebbe stato favorito, riparte dai Dilettanti). Il Bari, che al secondo anno della gestione Paparesta ha deciso di puntare sull’esperienza e schiera giocatori in grado di fare la differenza da soli (Rosina-Sansone, nessuno ha una coppia di trequartisti così). O chi l’anno scorso ha già giocato i playoff: lo Spezia del ricco presidente Volpi (l’imprenditore che secondo voci sarebbe dietro anche alla Samp di Ferrero); l’Avellino di Ciccio Tavano o il Pescara di Massimo Oddo. La griglia di partenza è questa ed è pronta ad essere stravolta.

Ogni stagione, infatti, la Serie B riserva sempre delle clamorose sorprese. L’anno scorso fu il piccolo Carpi, capace addirittura di vincere il campionato. Due anni fa il Latina, fermatosi ad un passo dalla promozione.  Tutti aspirano al ruolo di rivelazione del torneo. Potrebbe essere il Perugia, una grande in cerca di rilancio come il Livorno, il Modena allenato da Hernan Crespo. O magari una neopromossa. Il Novara, che ha già stupito tutti qualche tempo fa. Soprattutto la Salernitana di Claudio Lotito, che ha alle spalle una piazza importante, una società ricca e potrebbe continuare a scalare categorie (nel 2013 era in Seconda Divisione). A patto che lo voglia il suo presidente: in caso di promozione in Serie A, lo statuto Figc costringerebbe Lotito a rinunciare alla sua seconda creatura (non si possono avere due squadre nella stessa categoria). Ma questo è affare del numero uno della Lazio (chissà quanto condizionante per il resto del torneo). Da sabato sera comincia il lungo percorso che si concluderà solo nel giugno del 2016 con la finale playoff. C’è tanto spazio alle spalle del Cagliari, è un’occasione unica per guadagnarsi il palcoscenico del grande calcio. E forse irripetibile: in futuro, con la riforma dei campionati, la Serie B potrebbe avere meno promozioni a disposizione. Chi vuole la Serie A farà meglio a salire sul treno che parte quest’anno.

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