Vuole sapere se ho sentito Rosy Bindi per riappacificarmi con lei? Ma perché è così cattivo stamattina? Stavamo parlando della Terra dei Fuochi che vorrei diventasse la Terra dei Fiori. Ora io dico che regalo fiori a tutti. Alla Bindi? Un fiore, una rosa, un giglio, un crisantemo”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, risponde a una domanda di Alessandro Milan, durante la trasmissione 24 Mattino (Radio24), circa i suoi rapporti attuali con il presidente della commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi. L’ex sindaco di Salerno, durante la campagna elettorale per le ultime regionali, aveva denunciato la collega del Pd per diffamazione, attentato ai diritti politici costituzionali e abuso d’ufficio dopo le vicende legate alla cosiddetta lista degli “impresentabili”. De Luca chiarisce anche la polemica con il cantante Gigi D’Alessio sul suo imminente concerto “Malaterra”, che si svolgerà alla Reggia di Caserta il 6 settembre e che è finalizzato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Terra dei Fuochi. “C’è stata una telefonata molto cordiale con lui” – spiega – “se sono libero, ci vado pure al concerto. Gigi mi ha detto che il nome della manifestazione coincide con il titolo di una sua canzone. Io, rispondendo a una domanda durante una conferenza stampa, avevo affermato che non si risolvono i problemi d’immagine della Campania coi concertini. Per il resto, chi sente che c’è una bella iniziativa di promozione della immagine della Campania e che il titolo dell’iniziativa è “Malaterra”, buonanotte. Non credo che sia il massimo dal punto di vista comunicativo”. Il governatore della Campania, poi, si sofferma sui costi dello smaltimento delle ecoballe, ammontanti a 600 milioni di euro: “E’ la cifra che ho chiesto al governo e che va reperita reperire nell’ambito della nuova legge finanziaria, secondo un piano biennale o triennale nel quale realizzeremo anche 4 o 5 impianti di compostaggio. Tra gli impegni che abbiamo preso con l’Europa c’era quello di fare tre termovalorizzatori, impianti di compostaggio e bonificare le discariche. Non abbiamo fatto nulla e dunque ci hanno mandati a quel paese“. E aggiunge: “Ogni mattina il governo italiano stacca un assegno da 120mila che manda all’Unione Europea per l’infrazione che ci è stata comminata dalla Corte di Giustizia per reato ambientale e a questo si aggiungo i 20 milioni di euro secchi che abbiamo già dovuto pagare una tantum”