Con il governo Renzi siamo praticamente siamo alle prove generali di regime: prima ci hanno tolto il diritto di voto, adesso ci vogliono togliere il diritto di parola“. Sono le parole della leader di Fratelli D’Italia, Giorgia Meloni, ai microfoni de “L’aria che tira Estate” (La7), in occasione della sua protesta davanti a Montecitorio a seguito della lettera a lei pervenuta dall’Unar (Ufficio Antidiscriminazioni Razziali). Il dipartimento, nato nel 2003 e facente capo alla presidenza del Consiglio, il 30 luglio scorso ha inviato alla parlamentare una comunicazione scritta con la quale contesta alcune sue affermazioni in materia di immigrazione. “Esiste un ufficio del governo che paghiamo coi soldi degli italiani” – accusa la Meloni, che si propone alle telecamere con un cartello e un bavaglio – “e questo ufficio si permette di dire agli italiani e ai parlamentari che cosa possono e che cosa non possono dire, su qualunque tema. La verità è che gli unici che mi possono censurare sono gli italiani perché io sono un parlamentare eletto da alcune centinaia di migliaia di italiani per sostenere le sue idee”. Poi il monito al premier: “Renzi, fattene una ragione: l’Italia è piena di gente che non la pensa come te e che non vuole sottostare ai diktat di questo governo fantoccio eletto da nessuno“. Infine, un auspicio riservato a Laura Boldrini e a Sergio Mattarella: “Spero che la presidente della Camera abbia qualcosa da dire su parlamentari censurati da burocrati di Stato e mi auguro che abbia qualcosa da dire anche il presidente della Repubblica”