Revocate i bandi per i nidi e per le scuole per l’infanzia pubblicato lo scorso 21 agosto, perché si escludono le lavoratrici che hanno maturato un periodo complessivo di 36 di attività licenziando di fatto 5.000 lavoratrici solo a Roma“. Cresce la protesta delle educatrici e delle insegnanti dei nidi e delle scuole per l’infanzia di Roma Capitale che, in circa in duemila, ieri hanno assediato la sala del Tempio di Giove, durante un incontro con l’assessore alle Politiche educative e scolastiche dell’amministrazione capitolina, Marco Rossi Doria. Una situazione che si è scatenata in virtù di un bando comunale che recepisce la sentenza di Strasburgo che vieta di far lavorare chi ha collezionato contratti a tempo determinato per 36 mesi. Il governo fino ad ora ha previsto una deroga per le scuole statali, ma non per quelle comunali. “A Roma – afferma Daniela Mencarelli dell’Usb Pubblico Impiego –  c’è il rischio che il servizio non possa essere prolungato oltre l’orario delle 14.30 proprio per mancanza di personale. Ma la situazione può degenerare ovunque”. Una risposta dal Comune ancora non è arrivata e i sindacati e le insegnanti hanno proclamato un presidio permanente davanti al Campidoglio. “Siamo intenzionati – dice Fabio Moscovini della Fp Cgil – ad allertare anche il prefetto di Roma Gabrielli per l’allarme sociale che si sta creando tra le lavoratrici a rischio”