Il sindaco è Ignazio Marino, non c’è nessuna diarchia alla guida del Campidoglio. Ma se l’amministrazione non segue le sue indicazioni, il prefetto può sciogliere il Comune. Franco Gabrielli tenta di smorzare le polemiche su quello che da molte parti è stato letto come un commissariamento “mascherato” dell’amministrazione capitolina da parte del governo, che il 27 agosto ha affiancato il capo della Protezione Civile al primo cittadino nel controllo degli 8 ambiti dell’amministrazione capitolina più colpiti dall’infiltrazione di Mafia Capitale.

“Questa città, Roma Capitale, ha un solo sindaco che é stato eletto dal popolo – ha spiegato il prefetto durante il suo sopralluogo nei locali del Nue 112, la nuova Centrale Unica per le Emergenze di Roma e provincia, con il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti – che ha ricevuto il mandato dal popolo e tale é finché questo sindaco rimarrà in carica. Non possono esistere giuridicamente diarchie o consolati” né “situazioni che in qualche modo depotenzino il ruolo e la funzione e le responsabilità che sono in capo al primo cittadino”.

Ma al Campidoglio il prefetto non farà il turista: “Non vorrei che come al solito in questo paese passasse la logica del tarallucci e vino – ha detto ancora Gabrielli – come non esistono diarchie, consolati o condomini, esiste però una forte assunzione di responsabilità all’esito della quale il prefetto di Roma qualora le sue indicazioni e le sue proposte rimanessero lettera morta, può ricorrere a un articolo del Tuel che prescrive che vi possa essere lo scioglimento del Comune qualora vi siano gravi e reiterate violazioni di legge”.

Il Giubileo della Misericordia annunciato da Papa Francesco è alle porte e l’amministrazione dovrà correre per farsi trovare pronta all’appuntamento dell’8 dicembre. “Suggerirò al vicesindaco Causi (che nel pomeriggio incontrerà il prefetto per presentargli la task force messa in piedi dalla giunta per gestire l’organizzazione dell’evento, ndr) di rendere quanto più trasparenti, con un’apposita sezione sul sito del Comune, tutti i soldi spesi – ha spiegato il prefetto – le procedure di affidamento delle gare, i nomi di chi se le aggiudicherà e i tempi di realizzazione delle opere. Questo è il primo grande evento ai tempi del pauperismo spinto, quindi è giusto rendere conto di come vengono spesi i soldi dei cittadini”.

Il capo della Protezione Civile ha voluto anche rispondere anche alle voci che da più parti si rincorrono circa una sua possibile discesa in campo, quello della politica: “Vorrei si facesse chiarezza per sempre, per la serenità delle istituzioni di questa città. Gabrielli sicuramente non si candiderà a Roma per fare il sindaco, il presidente di Regione o il sindaco metropolitano o qualsiasi altra carica”. “Io sono da sempre – ha aggiunto – un fortissimo sostenitore della limitazione al diritto all’ elettorato passivo, per chi esercita funzioni pubbliche nella città, nel luogo in cui si vuole candidare”. Farlo, secondo Gabrielli, sarebbe “uno stravolgimento della terzietà della pubblica amministrazione”.

Martedì mattina a Palazzo Valentini, sede della Prefettura, si insedierà la segreteria tecnica di coordinamento tra le istituzioni coinvolte nell’organizzazione del Giubileo a cui prenderanno parte, tra gli altri, anche l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune Maurizio Pucci e il comandante dei vigili urbani Raffaele Clemente. La linea di Gabrielli è già definita: tra le priorità ci “sono il potenziamento e l’affinamento del sistema di risposta sanitaria” di responsabilità della Regione Lazio e il tema della sicurezza. “Questo é il Giubileo ai tempi dell’Isis – sottolinea il prefetto – noi pensiamo che quella del terrorismo internazionale sia una minaccia concreta e reale. Ma questo non vuol dire che dobbiamo chiuderci. Dobbiamo attrezzarci in modo che la minaccia non si concretizzi in modo negativo”.

Quanto al piano opere del Campidoglio, è pronto da tempo: si va dalla manutenzione ordinaria di strade, verde, parchi pubblici, spazi e giardini antistanti le basiliche alla manutenzioni straordinaria delle linea metro A e B. Per realizzare gli interventi al momento sono disponibili 50 milioni derivanti da uno sblocco del patto di stabilità. Ma a Palazzo Senatorio l’auspicio è che vengano concessi altri fondi: sarebbero in ballo un’altra trentina di milioni, che potrebbero arrivare dalla gestione commissariale del debito storico di Roma. E per questo il vicesindaco è in contatto sia con Palazzo Chigi sia con il Ministero dell’Economia. “Io spero che il governo voglia accondiscendere a dare qualche altra risorsa – afferma Causi – vedremo di poter dare qualche notizia positiva già da domani o dopodomani”.

L’annuncio di un forte rincaro dei ticket per i bus turistici in entrata nel centro storico di Roma, intanto, desta la reazione dei tour operator che minacciano a mezzo stampa di bloccare il traffico cittadino con i pullman. “Sono partiti con il piede sbagliatissimo – replica l’assessore ai Trasporti Stefano Esposito – la proposta di aumentare questi ticket da 200 a mille euro giornalieri verrà portata nella prossima giunta”. L’obiettivo è “disincentivare” i bus turistici a penetrare sino al cuore della città, fermandosi nei parcheggi appositi fuori dal centro, dove il biglietto costerà decisamente di meno. Una proposta, mette le mani avanti il vicesindaco Causi, che dovrà essere valutata.