Kanye West si candida a essere il Presidente degli Stati Uniti d’America nel 2020. E lo fa dal palco degli MTV Music Award. Nel bel mezzo della campagna elettorale di Donald Trump, dirà qualcuno, per di più nella nazione che ha avuto l’attore specializzato in western Ronald Reagan già alla Casa Bianca e Arnold Schwarzeneger governatore della California c’è poco da sorprendersi. Noi che abbiamo Massimo Boldi che vuole fare il sindaco di Milano, del resto, abbiamo poco da scherzare. Il fatto è che Kanye West non è un attore di film di successo, una figura a suo modo rassicurante ma un rapper, afroamericano. Di più, è il marito di Kim Kardashian, non esattamente una figura che ci immaginiamo se dobbiamo metterci a pensare a una novella Hillary Clinton. Chiaro, la Kardashian una capace di rompere l’internet, e sappiamo bene quanto oggi la rete e i social siano fondamentali anche in politica, ma capace di rompere la rete a suon di nudi integrali, con tanto di enorme fondoschiena in primo piano.

Chi è Kanye West, quindi? Questa la domanda da porsi. E perché la sua candidatura, non si sa se seria e scherzosa, ma sicuramente credibile, suona sorprendente se fatta dal palco degli MTV Music Award, dove era appena stato premiato col Michael Jackson Video Vanguard Award? Kanye è considerato, a ragione, uno dei rapper e produttori più in vista del nuovo millennio. Certamente non un personaggio pericoloso, come magari i rapper dello scorso millennio, che si tratti di quelli politicizzati come i Public Enemy, appunto i nemici pubblici, o i gangsta, come Ice Cube, Dr Dre e i NWA (tornati particolarmente in auge proprio in questi giorni per la concomitante uscita del film Straight Outta Compton e dell’album Compton), ma sicuramente una figura che non rientra nei canoni conciliatori in cui si muove invece un Obama, afroamericano, sì, ma decisamente poco scomodo.

Kanye West è infatti non solo noto per i suoi tanti successi, le sue collaborazioni illustri, su tutte quelle con l’altro tycoon del rap Jay Z e con la bella Rihanna, o per i brani da lui stesso firmati e finiti in vetta alle classifiche (si pensi a Stroger, in cui campionava i Daft Punk), ma anche per le sue uscite eccessive, i suoi amori sotto i riflettori (i sex tape con Amber Rose, sua ex, e la stessa Kardashan sono tra i più noti nel genere) e per le sue piazzate spesso violente. Proprio agli MTV Music Award è andata in scena, nel 2009, quella che è la sua epic fail più nota. Piuttosto sballato è salito sul palco durante la premiazione a Taylor Swift, allora stella emergente, e, dopo averle strappato il premio di mano, ha polemizzato con lei e con gli organizzatori, dicendo che il premio dato alla ex star del country pop era assolutamente immeritato e che l’ambito riconoscimento sarebbe dovuto andare a Beyoncé, moglie del suo socio JayZ.

La faccenda fece il giro del mondo, al punto che le sue quotazioni, per un po’, sembrarono risentirne. Poi ci fu un tentativo goffo di scuse, compiutosi definitivamente ieri, proprio durante il discorso con cui Kanye ha parlato di una sua ipotetica candidatura, con Taylor ormai stella assoluta del pop e mattatrice della serata. Kanye ha dichiarato di aver fumato qualcosa anche ieri sera, tanto per non smentirsi e poi ha lanciato l’idea di se stesso come primo rapper alla Casa Bianca. Già ce lo immaginiamo mentre, durante una riunione del G8, strappa di mano il microfono a Putin, dicendo che i russi non hanno dato niente di rilevante al mondo, a parte Vodka e ballerine da night. Ci sarà sicuramente da ridere parecchio, e da procurarsi un buon rifugio antiatomico.