Un 24enne afroamericano è morto in cella in Virginia lo scorso 19 agosto. Il corpo di Jamycheal Mitchell, che soffriva di problemi mentali, è stato trovato sul pavimento. Il ragazzo era da quattro mesi in carcere per aver rubato in un negozio una bevanda gassata e due snack dal valore complessivo di 5 dollari. A raccontare questa vicenda, passata sotto silenzio dai media locali, è il quotidiano britannico Guardian, evidenziando un nuovo episodio che mette sotto accusa il trattamento degli afroamericani da parte delle forze dell’ordine negli Stati Uniti. La vicenda viene dopo i recenti casi in aprile in South Carolina in cui un agente ha sparato alle spalle contro un 50enne  e in agosto, quando a un anno esatto dalla morte di Kajieme Powell a pochi giorni di distanza dalla morte di Micheal Brown a Ferguson -, era avvenuta una sparatoria con la polizia.

Sul corpo del giovane è stata disposta l’autopsia, ma le autorità ritengono che il giovane sia deceduto per cause naturali. Secondo i familiari invece l’afroamericano sarebbe morto di fame, dopo aver rifiutato cibo e medicine. Roxanne Adams, zia del 24enne e infermiera, ha spiegato che il nipote era ridotto pelle e ossa. E la donna ha denunciato che le condizioni fisiche del ragazzo erano aggravate perché non prendeva più i farmaci prescritti per la sua salute mentale.

Mitchell era stato fermato il 22 aprile a Portsmouth nello stesso giorno in cui William Chapman, un altro giovane afroamericano, veniva ucciso nella stessa città dalla polizia davanti ad un supermercato. “Non aveva mai fatto male a nessuno, fumava in continuazione e faceva ridere la gente”, ha raccontato la zia. Il ragazzo soffriva di schizofrenia e viveva con la madre Sonia, aveva precedenti per altri piccoli furti. Il giudice, date le condizioni mentali del 24enne, aveva disposto il ricovero in un vicino istituto psichiatrico, ma non è stato mai trovato un posto.