L’università non si sceglie più per passione ma con gli occhi ben rivolti al futuro, alle prospettive lavorative e al guadagno. Uno studente su tre, di quelli che tra qualche giorno inizieranno i test di ingresso all’ateneo, ha individuato il corso pensando alle possibilità occupazionali, immaginandosi un professionista di successo e non un precario a vita. A fare l’identikit dei giovani che a settembre si ritroveranno davanti ai cancelli degli atenei per provare il test, è il portale Skuola.net che ha fatto un sondaggio per fotografare questa generazione.

Il 75% dei diplomati nel 2015 tenterà questa strada con la consapevolezza che potrebbe non bastare il primo tentativo: il 52%, infatti, si è iscritto a due o più test, segno che nessuno punta più alla professione del cuore. Anzi, l’interesse per la materia non è più determinante per la scelta del corso di laurea: si è pronti a tutto pur di giocarsi il balzo sociale. Non esistono ritirate: in caso di fallimento del primo tentativo il 62% degli intervistati dal portale studentesco è pronto a riprovarci.

C’è chi (33%) si iscriverà ad un corso simile, per cominciare a fare esami da farsi riconoscere, e riproverà l’anno dopo e c’è chi (18%) proverà a battere altre strade universitarie per rifare quel test l’anno successivo. Solo il 17% sceglierà di appendere al chiodo lo zaino con i libri.

Il corso scelti dalla maggior parte dei ragazzi è quello legato alle professioni sanitarie (39%); segue il test di medicina e odontoiatria (21%). Al terzo posto nella classifica delle facoltà preferite dai ragazzi si piazza scienze della formazione primaria (15%) nonostante non vi siano molte certezze occupazionali in vista. Tiene ancora ingegneria scelta dal 10% dei diplomati, ed economia che raggiunge il 7%.

In fondo alla lista troviamo architettura e veterinaria: il fascino del lavoro con gli animali conquista solo il 3% di coloro che scelgono di continuare gli studi dopo la scuola secondaria di secondo grado.

Guardando questi numeri nel dettaglio si scopre che ci sono ancora professioni da uomo e da donna: sono soprattutto le ragazze a scegliere scienze della formazione primaria e il test delle professioni sanitarie. Mentre i maschi optano per ingegneria, economia o architettura. Intanto i prossimi giorni saranno dedicati totalmente allo studio: la maggior parte dei ragazzi ha speso fino a 100 euro per frequentare corsi di preparazione o acquistare libri. Alcuni pur di farcela non hanno badato a spese: il 18% ha speso tra i 100 e i 300 euro e il 6% ha persino pagato più di 500 euro per arrivare a settembre preparato all’appuntamento.

Va detto, comunque, che stavolta il Web ha vinto sulla carta: il 47% dei ragazzi ritiene che il metodo più efficace per prepararsi sia esercitandosi con le simulazioni online che risultano essere anche più economiche. I giorni sono ancora pochi: più della metà dei ragazzi studia da mesi ma l’ansia dell’ultimo momento sembra non aver abbandonato chi è pronto (o quasi) a fare il test.