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Le spiagge del Salento sono una rivelazione, non solo per la loro bellezza ma anche per le storie che vi si scoprono. Nel recente passato impedimmo da giovani indignati la costruzione di centrali nucleari che volevano costruire in questi posti (Avetrana, Manduria, Carovigno i siti potenziali). Oggi gli stessi protagonisti li ritrovi a gestire piccoli angoli di paradiso, pronti però a tornare a lottare contro le trivellazioni, per la difesa degli ulivi e custodi di dune e paesaggi incontaminati.

È il caso di Valerio che gestisce il Bonavista a pochi chilometri da Porto Cesareo. Il posto mantiene intatte le dune e prevede regole fondamentali: distanza tra ombrelloni, musica rigorosamente bella (jazz, reggae, o di cantautori, vietati i tormentoni o roba commerciale). Caffè con latte di mandorla e buon gusto a iosa completano il luogo che con la tramontana sembra un angolo dei Caraibi. I colori del mare, stretti tra due torri (Lapillo e Colimena), ti stupiscono al cambiar dei venti. Tutto il lido appare un’opera d’arte, dalle sedie ai dipinti degli spazi, tutti rigorosamente in legno. Dà lavoro a tanti giovani del posto e niente sembra fuori posto dai cibi salentini, le frise e i dolci elaborati nei paesi dell’entroterra, Veglie, Leverano. Sul lato sinistro dell’orizzonte la costa continua la sua corsa fino alla punta, ma qui, da Valerio i clamori della rumorosa Gallipoli sembrano distanti anni luce.

Turismo sostenibile? Forse qualcosa in più. La consapevolezza di aver lottato per lasciare intatta una costa dove ancora ti perdi tra incroci costeggiati da piante di salvia e rosmarino. Fuori dalle dune la massa incombe e quell’enorme cerchio visibile dal Satellite, un autodromo per test automobilistici, ti ricorda che il territorio è debole è sempre in balia di multinazionali che potrebbero arrivare con i loro effetti devastanti.

Per fortuna restano loro: i custodi delle dune, nuovi partigiani artefici di luoghi magici unici ed irripetibili. Tra mille difficoltà si battono perché bellezza e natura resistino. Ma il cerchio che somiglia ad un segnale alieno, protetto da un muro di cemento domani potrebbe diventare una piattaforma all’orizzonte. Per questo servono ancora custodi, servono artigiani del proprio futuro come Valerio ed i tanti salentini che fanno vivere questo Salento sempre più vivo, sempre più interessante.