Giardino lussureggiante con piscina, una maxi-villa in stile classico antico da sei camere da letto, con colonne ornamentali, enormi balconate e un portico semicircolare a fare da ingresso trionfale. Potrebbe essere questa la “prigione dorata” di Jeffrey Webb, il braccio destro di Sepp Blatter, finito in manette dopo il terremoto corruzione che ha travolto i vertici della Fifa. L’ex vicepresidente della federcalcio mondiale ha fatto richiesta di attendere nella sua residenza di Loganville, in Georgia, negli Stati Uniti, il processo che lo vedrà sul banco degli imputati. Peccato, però, che stando agli atti dell’inchiesta la sfarzosa dimora sia stata costruita proprio con i soldi delle mazzette che è accusato di aver ricevuto durante i suoi incarichi istituzionali.

È solo l’ultimo paradosso dello scandalo Fifa, che anche a distanza di mesi continua a suscitare indignazione. Nonostante le dimissioni, Joseph Blatter è rimasto al suo posto di grande capo, da dove indirizza le attività dell’associazione. A colui che fu il suo vice è andata molto peggio: Webb, 51 anni originario delle Isole Cayman, già numero uno della Concacaf (la Confederazione del Centro-Nord America), è stato arrestato lo scorso 27 maggio a Zurigo con l’accusa di corruzione. Estradato negli Stati Uniti, è stato rilasciato a luglio a seguito del pagamento di una cauzione di “soli” 10 milioni di dollari, e ha trascorso l’ultimo mese agli arresti domiciliari a New York, con l’obbligo di risiedere nel raggio di venti miglia dalla Corte federale di Brooklin.

Il soggiorno newyorkese, però – non la cauzione milionaria sborsata –, si sta rivelando un salasso per le finanze del “povero” Webb. Per questo il suo avvocato Edward O’Callaghan ha scritto al giudice distrettuale Raymond Dearie per ottenere un trasferimento. “L’alloggio attuale comincia a porre delle difficoltà economiche e logistiche insostenibili”, si legge nella richiesta, su cui per ora l’accusa non ha sollevato alcuna obiezione. Inoltre l’ex vicepresidente soffre sempre di più la lontananza dai suoi familiari. Per questo vorrebbe spostarsi in Georgia, dove si trova la sua abituale residenza americana.

La villa ha un valore stimato di oltre 900mila dollari. È stata costruita nel 2007 ed è anche finita al centro dell’inchiesta dell’Fbi: secondo l’accusa, la piscina è stata finanziata con una mazzetta da 500mila dollari incassata da Webb al tempo dei suoi incarichi alla Fifa. E non è neppure un’eccezione: nei fascicoli dell’indagine ci sono oltre una dozzina di proprietà, alcune intestate direttamente a lui, altre a compagnie off-shore, che sarebbero state acquisite illegalmente o comprate utilizzando fondi sporchi. Ma nella sua residenza preferita, quella di Loganville, Webb ora chiede di trasferirsi. “Per potersi prendere cura più facilmente del suo figlio di un anno”, è scritto nel documento. E aspettare, a mollo nella piscina da mezzo milione, il temuto processo.

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