Anche gli oltre 7mila cittadini italiani che hanno depositato denaro in Svizzera e i cui nomi compaiono nella lista Falciani potranno avvalersi della comoda e poco costosa procedura di voluntary disclosure. E riportare così in Italia i soldi occultati, pagando le tasse dovute ma senza rischiare conseguenze penali. E’ sufficiente che a loro carico non siano ancora stati avviati verifiche fiscali o procedimenti per la violazione di norme fiscali. A metterlo nero su bianco è stata l’Agenzia delle entrate, in una nuova circolare che dà chiarimenti sull’applicazione della legge sul rientro dei capitali approvata lo scorso dicembre.

“L’indicazione di un contribuente all’interno della Lista (Falciani, ndr), in mancanza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie, relativi all’ambito oggettivo di applicazione della procedura di collaborazione volontaria, non preclude la possibilità di accedere alla voluntary disclosure”, recita il documento. Via libera, dunque. Con il chiaro obiettivo di invogliare il contribuente infedele ad autodenunciarsi.

Decisione che sarà resa meno dolorosa dal fatto che ora gli evasori che intendano regolarizzare la propria posizione possono beneficiare anche della sanatoria appena introdotta dal governo per gli anni per i quali sono scaduti i termini di accertamento a disposizione delle Entrate. Il decreto sulla certezza del diritto stabilisce infatti che chi autodenuncia violazioni di norme fiscali commesse prima del 2009 non solo non rischierà conseguenze penali, ma ne uscirà pulito pagando solo quanto dovuto per gli anni più recenti. Un bel risparmio. Ma l’importante, per il governo, è far decollare una procedura da cui conta di ricavare intorno ai 5 miliardi di euro, preziosi nelle settimane in cui Palazzo Chigi e il Tesoro sono a caccia di coperture per la prossima legge di Stabilità e per gli sgravi fiscali promessi dal premier Matteo Renzi.

Se la “carota” non bastasse, peraltro, a spingere l’eventuale evasore alla redenzione c’è anche il “bastone”. Nella forma di alcune ordinanze emanate nei mesi scorsi dalla Cassazione, che ha sancito come le informazioni raccolte dall’ex dipendente della banca Hsbc Hervé Falciani e consegnate alle autorità fiscali possano essere usate come prova dall’amministrazione finanziaria in sede di contraddittorio. Questo nonostante la lista sia stata trafugata, cosa che poteva indurre il contribuente a sperare che fosse considerata frutto di un illecito e come tale inutilizzabile in tribunale.