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Dopo l’esordio con un racconto, arriva nelle librerie il primo libro della collana Cinema da Leggere per la nuova casa editrice Ned: “La bella gente” di Valentina Ferlan

L’acronimo Ned sta per Nomentano e Dintorni. La neonata società capitolina di Pier Paolo Mocci è la nuova casa editrice che ha emesso i suoi primi vagiti mesi fa con la pubblicazione de La Madre, un racconto intimo e toccante di Orietta Cicchinelli. Adesso apre la sua prima collana intitolata Cinema da Leggere. Ex-giornalista del Messaggero, Mocci ha scelto la sceneggiatura di un film in uscita il 27 agosto, La bella gente, diretto da Ivano De Matteo. “Seguivo Ivano da cronista fin dal 2009. Dalla stima reciproca siamo poi diventati amici contagiandoci a vicenda sulle nostre passioni che sono il cinema e la scrittura. Oggi esco con 1000 copie e Ivano con 30 in tutta Italia”. Numeri non grandi per il nostro mercato, ma opere di qualità, e soprattutto una prova di coraggio e determinazione da parte di entrambi.

L’autrice del libro è Valentina Ferlan, sceneggiatrice anche degli altri film di De Matteo. La storia è ambientata in un elegante casale in riva al lago. Una coppia di cinquantenni si gode l’estate tra bagni in piscina, shopping e discorsi futili con la superficiale coppia di vicini di villa e amici di sempre. Lei è anche una volontaria in un centro riabilitazione per giovani prostitute, ma il suo slancio di carità non va in vacanza, così porta in casa Nadja, una bellissima ragazza dello sguardo triste, che batte da una sediolina sulla statale vicino al paese. Escamotage raffinato, quello della prostituzione, per iniziare l’esplorazione sfacciata di una borghesia benestante e benpensante attraverso, vezzi, capricci, vizi imbellettati da virtù e ambizione vorace a ragioni che confluiscono sempre in ristretti interessi personali. Il circo d’umanità firmato Ferlan s’impegna in un opulento declino morale ruotando intorno a una ragazza spaurita e fiduciosa nei suoi benefattori, ma non ingenua. Sarà possibile recuperare una giovane prostituta? Sembrerebbe la domanda più opportuna, ma la penna della Ferlan scatena nel lettore molti più interrogativi. Annienta le previsioni del lettore sugli sviluppi della storia tenendo alta la tensione su ottimi snodi e porta ogni suo personaggio su terreni minati, facendogli compiere passi che comprometteranno tutti. Con un linguaggio senza peli sulla lingua scrive una storia credibile e senza sermoni dietro l’angolo, mantenendola spietata e attualissima e graffiando i suoi personaggi quanto il lettore. Mentre al cinema è De Matteo a trasporre il tutto con un’impostazione quasi teatrale che dona ottimo lustro alla macchina del cinema italiano, certe volte ingrata con alcune opere.

La trasposizione letteraria di script per il cinema non è cosa nuova, ma formato economico e accattivante, la prefazione dello stesso De Matteo e l’introduzione di Malcom Pagani impreziosiscono l’opera rendendo decisamente felice l’esordio della collana ideata da Mocci. E la chicca finale la fanno le foto di scena in alta risoluzione su carta lucida a fine libro, ritraendo i protagonisti del film: Monica Guerritore, Antonio Catania, Victoria Larchenko ed Elio Germano. E naturalmente i dietro le quinte con De Matteo. Proprio gli ultimi due, tra l’altro, saranno protagonisti di un reading in occasione della Festa del Fatto Quotidiano, in programma a Roma il 29 e 30 agosto a Roma ai giardini di Castel Sant’Angelo.

“Quando Pier Paolo mi ha chiesto di fare un libro sulla Bella Gente gli ho risposto ‘Pierpà, ma è un film, mica un libro!’ Però lui ha insistito perché voleva pubblicare la sceneggiatura”. Ha raccontato il regista. “Non da spettatore, ma da lettore sono sempre stato attratto dall’idea di poter leggere in un libro il copione di un film. Oltre a guardarlo trovo interessante poter leggere le impressioni di un regista e scoprire com’è stato girato”. E forse c’è da fidarsi di un regista che si presenta davanti ai giornalisti leggendo un passo de L’anima dell’uomo sotto il socialismo di Oscar Wilde, perché gli “ha ricordato molto il senso della sceneggiatura”.