E’ battaglia tra l’Anief e i ministeri dell’Economia e dell’Istruzione. L’associazione sindacale professionale, guidata da Marcello Pacifico, ha ufficializzato l’avvio di una class action contro il governo. La nuova vertenza riguarderà bidelli e amministrativi del mondo della scuola: il ministro Stefania Giannini aveva, infatti, annunciato l’assunzione di 6.243 persone ma il Dipartimento della Funzione Pubblica ha bloccato i contratti a tempo indeterminato a favore degli ex dipendenti delle Province.

Gli ex impiegati e non solo che lavoravano negli enti provinciali saranno dirottati tra i banchi: nella legge di stabilità 2015 (commi 422 e successivi) è stata stabilita, infatti, una ricognizione dei posti liberi da destinare alla mobilità per la ricollocazione di questo personale. Un comportamento inammissibile per l’Anief che dalle parole è passato ai fatti mettendo in campo di nuovo i suoi legali per una class action che nel giro di una settimana ha già raccolto centinaia di adesioni.

“La Legge prevede che in base al turn over andavano assunti. Gli stessi uffici di viale Trastevere – spiega il presidente dell’Anief, Pacifico – hanno chiesto al Mef l’autorizzazione a procedere a fare i contratti a tempo indeterminato ma la risposta è stata negativa. Va ricordato che oltre a questi 6.243 che dovevano essere presi a seguito dei pensionamenti, ci sono 4.000 posizioni destinate alle supplenze annuali fino al 31 agosto. Al netto di questi, inoltre, vi sono ancora 20mila posti liberi che ogni anno affidiamo ai contratti fino al 30 giugno. A fronte di questo dato di circa 30mila possibili assunzioni a settembre ci saranno zero contratti a tempo indeterminato. Al loro posto arriveranno gli esuberi dalle Province, che potrebbero essere oltre 20 mila unità. Allo stato attuale non sappiamo il numero esatto ma a distanza di anni parleremo di nuovo di un grande esodo dagli enti locali alla scuola”.

Una beffa secondo l’Anief che è pronta alla guerra burocratica contro il governo. Sul sito del sindacato hanno già predisposto le procedure necessarie per aderire alla class action: “Vogliamo imporre all’amministrazione di fare quello che impone la Legge. C’è una procedura di infrazione del 2010 proprio sul personale Ata – spiega Pacifico – ancora oggi non archiviata, che ci permetterà di tornare in Europa con questi ricorsi. Il blocco attuale non ha alcuna giustificazione”.

Anche le altre organizzazioni sindacali sono pronte a scendere in campo. La Flc-Cgil non ne vuole sapere di questo stop alle assunzioni: “La stabilizzazione degli Ata – fanno sapere i vertici del sindacato – è una battaglia per noi prioritaria. Proporremo un intervento politico per richiamare il ministro dell’Istruzione alla responsabilità delle decisioni politiche. Inoltre, continueremo ad adire le vie legali per il ripristino di questo sacrosanto diritto, già sancito anche dalla Corte di Giustizia europea e non rispettato”. Sarà un settembre caldo non solo sul fronte dei docenti ma anche su quello del personale Ata.