Una forte compressione del collo ha generato la carenza di ossigeno, l’ipossia che ha ucciso Andrea Soldi, durante il ricovero forzato. Questi i risultati degli esami istologici svolti in questi giorni sui tessuti della vittima. Le conclusioni degli esami effettuati hanno anche escluso pregresse patologie cardiache. Su Andrea Soldi, ammanettato e tenuto a pancia in giù durante il trasporto in ambulanza, non è stato eseguito nessun tipo d’intervento di rianimazione. Il pm Raffaele Guariniello ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo i tre vigili che hanno bloccato Soldi per caricarlo in ambulanza e lo psichiatra presente.
Secondo la procura la morte sarebbe riconducibile a una compressione del collo dell’uomo, che bloccato dai vigili sarebbe stato prima caricato in ambulanza, poi ammanettato e quindi tenuto a faccia in giù, determinando così uno scarso afflusso di ossigeno al cervello. In questo modo si sarebbe innescata la crisi che avrebbe portato al decesso. L’uomo è arrivato in ospedale già in arresto cardiaco, secondo quanto riferito dai medici del Maria Vittoria di Torino. L’ipossia – la carenza di ossigeno – ha portato a una anemia cerebrale acuta e, quindi, alla perdita di coscienza. Andrea Soldi, 45 anni, era malato di schizofrenia ma godeva in generale di buona salute fisica.