L’Inter che vince come la Juve e la Juve che perde come l’Inter. Il mercato che cambia le squadre ma evidentemente non abbastanza. L’impatto traumatico delle neopromosse con la Serie A. Sono solo segnali: alcuni importanti, altri da verificare, comunque non verdetti. Il calcio di agosto è ancora precampionato, anche se per il calendario la stagione è già iniziata.

La Juventus non aveva mai perso in casa all’esordio, allo “Stadium” era imbattuta da gennaio 2013. Per forza di cose lo 0-1 contro l’Udinese è il risultato che fa più sensazione della giornata. Soprattutto fa sensazione l’andamento del match. Una partita che la Juventus era abituata a vincere negli ultimi anni: pressione costante, avversari costretti nella propria trequarti, alla fine il colpo del campione a sbloccare il punteggio. Ma Pirlo, Vidal e Tevez non ci sono più. E stavolta la rete decisiva la segnano gli altri. Esattamente l’opposto dell’Inter: il “Mancio” l’anno scorso di partite sfortunate ne aveva perse tante, anche immeritatamente. Ieri, al termine di novanta minuti brutti e senza emozioni, una prodezza di Jovetic trasforma un pareggio da fischi in una vittoria al cardiopalmo.

La Serie A riparte soprattutto con questa novità. Per Roma, Napoli e Milan sembra non essere cambiato nulla, invece. L’hashtag #Garciavattene probabilmente è ingeneroso dopo appena una giornata, ma rende bene l’idea della mancanza di progressi (attesi) dei giallorossi, con un tridente nuovo di zecca eppure così involuti e sterili in attacco. Il Milan di Mihajlovic, dopo un precampionato positivo, viene dominato a Firenze senza reazioni. Il nuovo Napoli di Sarri perde in trasferta proprio come faceva con Benitez. Altri segnali. Ma chissà quanto indicativi.

Campionato nuovo o campionato vecchio. Serie A più combattuta, o divario con le piccole ancora più allargato. Nessuna favola: il Frosinone viene rimontato dal Torino in casa, il Bologna nonostante le spese sul mercato perde nettamente (più di quanto dica il punteggio) con la Lazio, la prima volta del Carpi si trasforma in incubo. Anche qui la prima giornata lancia messaggi contraddittori. Da interpretare senza estremi: niente drammi o facili entusiasmi. La vittoria stentata dell’Inter e la sconfitta a sorpresa della Juve assomigliamo ad un’inversione di tendenza. Ma se i nerazzurri continueranno a giocar male torneranno a perdere, e i bianconeri riprenderanno a vincere. I passi falsi di Roma, Milan e Napoli sono campanelli d’allarme, spiegabili però anche con un calendario difficile che al primo turno ha proposto trasferte complicate. E le squadre – tutte, dalle big alle piccole -, sono cantieri aperti.

Ad agosto è troppo presto per lasciarsi andare a facili entusiasmi o cupi pessimismi. Anche per il mercato: Balotelli, Cuadrado, Perisic. Dopo l’estate più ricca degli ultimi anni, la Serie A aspetta altri innesti e campioni. Ma tanti sono già arrivati senza incidere per il momento, quasi a ricordare che il problema non sono solo i grandi acquisti. Garcia, Mihajlovic, Allegri e perfino Mancini – che dopo un anno di stenti per una settimana si ritrova primo in classifica – riflettono su questo. Forse l’unico vero messaggio di questa prima giornata. Il resto – con il mercato aperto e i giocatori imballati dalla preparazione -, è tutto da decifrare. La stagione è molto lunga. E in fondo deve ancora cominciare.

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