Schermaglie burocratiche e partitiche nella Grecia ormai diretta verso nuove elezioni il 20 settembre, con l’incognita Varoufakis che agita i sonni del suo ex premier. Da un lato la Presidente della Camera Zoì Kostantopoulou, che mantiene aperta l’Assemblea con soli sette deputati presenti, mentre il capo degli scissionisti Panagiotis Lafazanis, neo leader del partito Laikì Enotita, riceve dal capo dello Stato il mandato esplorativo di tre giorni. Non riuscirà neanche lui nel tentativo di comporre un esecutivo e così, probabilmente il prossimo venerdì, dovrebbe nascere un esecutivo tecnico sino alle prossime elezioni, guidato dal presidente della Corte Suprema, Vasiliki Thanos.

Nel mezzo due cattive notizie per Tsipras. La prima arriva dalla Germania dove, secondo un sondaggio pubblicato dalla Bild, Syriza scende al 28% (due mesi fa era al 36%), seguono i conservatori di Nea Dimokratia al 25% e a sorpresa gli scissionisti di Unità Popolare all’8%. Terzo il giornalista Theodorakis con il suo Potami, che migliora il 7% di gennaio scorso con due punti in più e candidandosi ad un ruolo di primo piano se si dovesse ragionare su un governo multicolore. Stando così le cose non sarebbe possibile fare un governo per il premier uscente e ci sarebbe il concreto rischio di altre larghe intese, che si tradurrebbero in un’ulteriore perdita di tempo e instabilità dei mercati dopo le urne. “Alexis Tsipras è molto lontano dall’autonomia” scrive la Bild. Raddoppia la dose l’ex sodale e ministro Yanis Varoufakis che lo attacca a testa bassa: “Ha tradito migliaia di elettori”.

Dopo l’intervista sulla rivista Observer dalla sua villa di Egina, Varoufakis sceglie il quotidiano tedesco Die Welt per chiarire che non scenderà in campo con il nuovo partito di Lafazani, anche se “nella vita tutto può accadere”. Prima dice che non vi è alcuna prospettiva di cooperazione politica con Laikì Enotita, nonostante idee simili. “Mi piacciono, e penso che siano come me, ma politicamente la distanza che ci separa è grande. Ci sarebbe però una combinazione logica “, ha aggiunto, sottolineando che per il partito del signor Lafazani ritorno alla dracma è una questione ideologica. Mentre l’ex ministro delle Finanze ha espresso il parere che è meglio lasciare il paese nell’euro, anche se non “a qualsiasi costo”.

Ma è sull’ex premier che concentra i suoi attacchi, anche giocando con le parole: “Alexis Tsipras non mi ha tradito personalmente. Ha tradito il popolo greco”, ha detto Varoufakis a una tv francese. “Come uomo ho ancora un buon rapporto con lui e molti altri di Syriza”, aggiungendo che potrebbe immaginare una sua nuova partecipazione ad un governo di sinistra solo se la sua politica economica fosse sostenibile. E lasciandosi, di fatto, una porta aperta per un possibile passo indietro che sarebbe clamoroso.

Tsipras replica di volere un chiaro mandato di quattro anni per governare il Paese, come ha sottolineato durante la segreteria politica di questa mattina che ha provveduto a registrare un’altra defezione: il segretario del partito, Tassos Koronakis, in forte disaccordo con la linea del premier pro memorandum e prossimo ad abbracciare Lafazanis. Gli scissionisti gongolano e si preparano a trenta giorni di campagna elettorale sotto lo slogan “la sinistra siamo noi”.

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