Adoro Il Fatto Quotidiano. Ma non perché mi paga (anzi, sfatiamo un mito, che poi è un’accusa di molti trolls: i blogger non sono, giustamente, pagati), ma perché riesce a fornire delle notizie che altrove non trovate. È il caso dei dodici inceneritori che la banda dei cialtroni, ossia il governo Renzi, in piena sintonia con i governi precedenti, vuole che vengano realizzati in dieci regioni. Alla faccia dell’autonomia delle regioni stesse. E sul conflitto di attribuzione sarà chiamata a pronunciarsi la Corte Costituzionale.

Inceneritore di Acerra, disoccupati bloccano cancelli e salgono sulla ciminiera

Ma adoro Il Fatto Quotidiano anche perché ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. “Inceneritori”, non “termovalorizzatori”. Una cosa che l’articolo non dice e che qui mi permetto di aggiungere è il perché i governi si ostinino a chiamarli termovalorizzatori. Semplicemente perché noi siamo l’unico paese in Europa in cui l’energia prodotta dalla distruzione dei rifiuti è assimilata alle energie rinnovabili: un bel valore questo.

Ovviamente per chi li brucia e poi vende l’energia prodotta, non per gli italiani che la pagano: più del dovuto. Che cosa ci sia di rinnovabile nel distruggere i rifiuti ovviamente quei soloni che ci governano ce lo devono ancora spiegare.

“Ce lo chiede l’Europa”. Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa lagna dai nostri governanti? Peccato che invece nel campo degli inceneritori non sia l’Europa che ce lo chiede, ma anzi, noi andiamo contro l’Europa. Sia per il fatto che consideriamo rinnovabile l’energia prodotta, sia per il fatto che la direttiva europea in materia di rifiuti (2008/98/CE), prevede: prevenire la produzione dei rifiuti a monte; preparare i rifiuti per il riutilizzo; riciclare i rifiuti per ottenere nuovi prodotti. Solo in via subordinata e residuale, l’incenerimento e lo smaltimento in discarica. Agli Stati membri la stessa direttiva prevede di attivarsi per fare in modo che, entro il 2020, il 50% dei rifiuti domestici o simili (come carta, plastica, vetro, metalli) venga riciclato o riutilizzato per ottenere nuovi prodotti.

Ma la banda dei cialtroni riesce acrobaticamente con questa manovra ad andare contro non solo all’Europa, ma anche all’Italia stessa. Mi spiego meglio. Il Decreto Legislativo n.152 del 2006 prevede che ogni comune debba raggiungere annualmente una quota sempre più elevata di raccolta differenziata. Al 2012 essa doveva attestarsi almeno al 65% del totale dei rifiuti prodotti. La realtà è molto lontana dalla previsione di legge. A fronte di “comuni ricicloni”, che peraltro di solito sono piccoli comuni, le percentuali dei comuni capoluogo spesso sono deludenti. Quindi il problema dei rifiuti e del loro smaltimento esiste.

Ma è anche vero che il governo 1) non fa nulla nei confronti di quei comuni che non si adoperano secondo le previsioni di legge (ad esempio: commissariarli sarebbe una bestialità?); 2) vede solo l’incenerimento come soluzione, quando invece la soluzione potrebbe essere il trattamento a freddo dei rifiuti (Tmb), che non avrebbe lo spiacevole inconveniente degli inceneritori, di inquinare l’aria e produrre scorie. Last but not least, lo comprende anche un bimbo, incentivando gli inceneritori si va nella direzione diametralmente opposta alla raccolta differenziata, visto che essi sono bestie che debbono essere continuamente alimentate.

Perché i governi continuino a puntare sugli inceneritori contro la normativa, contro la logica, contro la salute dei cittadini è peraltro evidente. Gli inceneritori sono come le grandi opere. Dietro ad essi ruotano i grandi interessi del capitale dedito alla costruzione prima e alla gestione poi. Interessi cui i governi sono da sempre molto attenti.

Ma lasciatemi concludere da ambientalista, peraltro rifacendomi proprio alla sopracitata direttiva europea, che, al primo punto pone il “prevenire la produzione dei rifiuti a monte”. Tradotto: diminuire la produzione di rifiuti. “Ridurre, riusare, riciclare”, sono le tre erre del verbo ambientalista. Avremo mai un governo che punterà prima di tutto sulla riduzione dei rifiuti? Mi permetto di dubitarne, se il mantra dei cialtroni continuerà ad essere il creare sviluppo purchessia.