Poltrone, scranni, banchi consiliari, e pure l’apparecchiatura audio e video. La Provincia di Rimini si prepara a chiudere per effetto della riforma Delrio e a rinascere nell’Area Vasta, che riunirà i distretti di Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena. E mentre il futuro per dipendenti e struttura resta incerto, nella ex sede di Santa Maria ad Nives, chiesa sconsacrata oggi sede del consiglio provinciale, si fanno le pulizie di fine estate e si mettono in vendita gli arredi. I tempi sono quelli che sono: crisi, tagli agli enti locali e chi più ne ha più ne metta. E così per non sprecare nulla in Romagna si è deciso di liquidare quello che non serve più.

Gli immobili sono acquistabili con procedura d’asta, cioè vince chi offre il prezzo più alto e la speranza è quella di sbarazzarsi di tutto entro il 28 agosto. Nell’elenco c’è tutto il contenuto della sala consiliare: dalla poltrona occupata dal presidente della Provincia, al seggio dell’assessore, fino allo scranno con tavolino annesso da consigliere. “Invitiamo chiunque sia interessato a venire a dare un’occhiata – fanno sapere dalla Provincia – il nostro obiettivo è vendere tutto entro il 28 agosto prossimo, anche se ci piacerebbe finire prima. Sono tutti mobili di pregio, ma vista la forma e le dimensioni, è chiaro che l’acquirente dovrebbe avere in mente di utilizzarli per uno scopo simile a quello per cui sono stati prodotti”. Difficile insomma che un privato voglia mettersi in casa la sedia di un politico, ma l’amministrazione ci prova comunque a fare cassa con quello che resta.

La vita della Provincia di Rimini è stata un po’ più lunga di quella di altre città italiane, dove il processo di metamorfosi che ha istituito le Città Metropolitane è iniziato da tempo. Il rinnovo del consiglio era stato nella primavera 2014 con l’elezione di secondo livello del presidente Andrea Gnassi, ma si era trattato soltanto di una fase di passaggio. Ora a luglio, infatti, la Regione Emilia Romagna ha approvato la legge di riordino istituzionale, che dovrebbe consentire di attuare, già entro l’estate, il ridisegno previsto dalla legge Delrio. Il modello dovrà passare dalla modifica del Titolo V della Costituzione (in discussione in Parlamento) per essere al pari delle Città Metropolitane, dice il Pd, ma in base alla legge regionale le Province hanno quattro mesi di tempo per definire i confini delle Aree Vaste, e procedere all’eventuale gestione associata delle funzioni a loro assegnate.

I tempi, quindi, sono stretti, anche se qualche manifestazione d’interesse in realtà c’è già stata. “Per ora non sappiamo ancora cosa succederà alla Provincia di Rimini, se effettivamente il piano dell’Area Vasta andrà in porto. Quando chiuderemo definitivamente? Dipenderà dalla Regione Emilia Romagna, dai tempi necessari al riassorbimento del personale. Per ora abbiamo altre sedi attive, quindi la dismissione inizia da qui, al posto della sala consigliare creeremo un visitor center per un progetto europeo legato al turismo che realizzeremo con la collaborazione del Comune di Rimini, poi si vedrà”.