Un ragazzo che a 15 anni si fa di cannabis a 18 anni ha i buchi nel cervello. Andate a vedervi le foto delle Neuroscienze e guardate come si riduce un cervello di un ragazzo che a 15 anni ha cominciato a farsi di cannabis: ha delle lesioni permanenti e irreversibili nel cervello. Ha i neuroni spenti”. Lo afferma il senatore Ncd, Carlo Giovanardi, durante Coffee Break, su La7. Il parlamentare definisce “balla cosmica” la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti e attacca pesantemente il collega Benedetto Della Vedova: “Non è affatto vero che il proibizionismo sia fallito. Abbiamo campagne continue di persone che dicono di dover aprire i social club dove uno va a farsi di cannabis e marijuana e quindi il giovane erroneamente pensa che le canne non facciano nulla”. Poi fa la sua “denuncia politica”: accusa, infatti, il governo di aver smantellato il dipartimento antidroga della presidenza del Consiglio, presieduto da Giovanni Serpelloni, nominato dallo stesso Giovanardi. Il capo attuale del Sert è balzato in questi giorni agli onori delle cronache per una intervista al quotidiano Libero, in cui sostiene che si può capire se un bimbo di 4 anni è a rischio di tossicodipendenza. I campanelli d’allarme, infatti, sarebbero per Serpelloni i disturbi del comportamento e l’iperattività. Giovanardi ribadisce le sue critiche a Della Vedova e sciorina i suoi dati: “L’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo in cui consumare droghe non è reato e si considera il drogato un malato da curare, mentre lo spacciatore è la persona da perseguire. In quali altri Paesi al mondo il consumo di droghe personali non è reato penale, ma c’è il solo il ritiro della patente? Ma andate in giro per l’Europa o per il mondo, dove c’è la pena di morte per il consumatore! Per colpa della droga e dell’alcol abbiamo avuto, il venerdì e il sabato notte, più morti di quante ne hanno avuto gli americani durante la guerra in Iraq e in Afghanistan”. Il parlamentare racconta anche un suo esperimento nelle discoteche, risalente a 3 anni fa: “Ho verificato di persona: ho visto un ragazzo che dalle 3 alle 6 del mattino saltava avanti e indietro sulla stessa mattonella. Con tutta la mia voce, e ne ho molta, ho provato a urlare come un pazzo a distanza di 20 cm da lui, ma non ha capito una parola. Che ci fa un sedicenne per 3 ore a saltare sulla stessa mattonella con un suono che rompe i timpani, dando lesioni permamenti, e con le luci psichedeliche in una situazione di estraniazione dalla realtà?”