Cosa fa un pornodivo quando dopo il lavoro torna a casa? Anche se la distanza tra il set e la sua vera camera da letto può misurare appena qualche metro, una volta chiusa la porta ce l’avrà pure una vita privata fatta di colazioni leggendo il giornale, pranzi di famiglia con schizzi di sugo sul tovagliolo, tranquille serate davanti alla TV con i i piedi sul tavolino, docce con asciugamani troppo lontani, decisioni da prendere con la moglie sulla nuova carta da parati e discussioni con i figli sulla scuola e sul loro futuro. Ce l’ha sicuramente anche Rocco Siffredi e ha deciso di mostrarcela in una docu-serie dal titolo Casa Siffredi.

Così, tra i tanti reality in programma per la prossima stagione, Mediaset ha pensato bene di infilare anche uno show sull’attore hard più popolare del momento in modalità casalinga sfruttando anche il suo recente successo conquistato all’Isola dei Famosi dove peraltro ha annunciato di voler condurre una vita meno “trasgressiva” e più “morigerata”. Ma da qui a definirlo un ex divo del porno ce ne passa, anche perché a giudicare dalle foto postate sui suoi profili social è evidente che non ha alcuna intenzione di appendere i cosiddetti ferri del mestiere al chiodo. Del resto anche la sua ricerca di matricole per la sua nuova Università del porno dove tramandare il mestiere, la Siffredi Hard Academy, dove pare non importi come, e neanche se, arrivi vestito, la dice lunga.

Casa Siffredi dovrebbe andare in onda a settembre, o comunque entro l’autunno, su La5, la rete leggera dedicata in primis a quel pubblico femminile che ama la moda e la cosmesi, quello di Tacco12 e di Bella più di prima per intenderci, e questo taglia la testa al toro su cosa non dobbiamo aspettarci: certo non più di quanto abbiano mostrato a letto a suo tempo i compianti Sandra e Raimondo in Casa Vianello, ovvero innocenti letture alla luce dell’abat-jour e al massimo quale scalciata sotto le lenzuola, e non meno di quanto abbiano rivelato, seppur a un pubblico televisivo ristretto come quello di Tele Norba, Al Bano e famiglia nel bucolico e pugliese Casa Carrisi tra cavalli e olio fatto in casa. Il buon senso ci dice che non dovremmo aspettarci neanche che il campanello di Casa Siffredi, quando premuto, emetta un qualche gemito o sospiro così come invece urla di terrore quello della porta di casa dell’indagatore dell’incubo Dylan Dog, anche se sarebbe bello. E probabilmente neanche un arredamento degno de Il Vizietto con tanto di statue falliche e posaceneri a forma di farfallina, anche se qualche suppellettile del genere fu individuata tempo fa, prima da Chi e poi da Panorama, in casa Siffredi, tra modellini di elicotteri, locandine di film horror, fotografie di famiglia a gogò e persino un santino di Padre Pio accanto al PC.

Sappiamo però per certo che Casa Siffredi è in Ungheria ed è la villa appena fuori Budapest, con tanto di giardino, piscina e set cinematografico incluso, dove Rocco vive da 15 anni non con i suoi fratelli bensì con la moglie ungherese Ròzsa Tassi, anche lei con un passato da pornostar accanto al marito con il nome di Rosa Caracciolo, e i due figli Leonardo e Lorenzo rispettivamente di 16 e 19 anni. Il docu-reality omonimo mostrerà in 10 puntate le loro abitudini, gli hobby, le passioni, e naturalmente l’intimità, ma quella più sobria e innocente, tra il divo e la sua signora cui deve – parole sue – il mantenimento dell’equilibrio di coppia e quindi la buona riuscita del loro matrimonio.

Nato 51 anni fa come Rocco Tano a Ortona, in provincia di Chieti, il nostro è d’altronde uno dei pochi protagonisti dell’hard accolti dal mondo dello “spettacolo per tutti”, così come fu per Moana Pozzi, con cui peraltro Siffredi ha girato il suo primo film italiano dopo tanta attività in Francia, e in qualche modo anche per Ilona Staller alias Cicciolina per la quale si aprirono pure le porte di Montecitorio. Siffredi è infatti già stato protagonista un paio d’anni fa della serie TV trasmessa da Cielo dal titolo Ci pensa Rocco, per quanto nel ruolo di maestro dell’eros in soccorso di coppie in crisi, ma poi, a parte ospitate varie, si è esibito anche sul familiarissimo e tradizionalissimo palcoscenico dell’Ariston in quel di Sanremo 2013 con Elio e Le Storie Tese che peraltro gli avevano già dedicato una canzone nel lontano 1997 con tanto di video da lui diretto e interpretato, ha girato un film – Matrimonio a Parigi di Claudio Risi con Massimo Boldi, e ha partecipato a una puntata de I Cesaroni 5. Gli mancava solo Casa Siffredi. Benvenuto in famiglia.