Una Provincia in dissesto finanziario. Centinaia di dipendenti senza stipendio da mesi. E una rete di solidarietà che si attiva in tutta Italia per sostenere i lavoratori in difficoltà. La vicenda va in scena a Vibo Valentia. Le sorti dei suoi 345 addetti si intrecciano a quelle dei colleghi di ogni parte della penisola, visto che anche gli altri dipendenti delle Province non dormono sonni tranquilli dopo i 20mila esuberi previsti dalla riforma Delrio e i tagli imposti dalla legge di Stabilità.

La vicenda di Vibo Valentia, in realtà, parte da più lontano. I problemi per il personale della Provincia sono cominciati nell’ottobre 2013, quando è stato dichiarato il dissesto finanziario dell’ente. Nel febbraio 2015, la commissione straordinaria di liquidazione parlava di oltre 36 milioni di debiti sulle spalle della Provincia. E così, i guai finanziari si sono inevitabilmente ripercossi sui dipendenti. “Da due anni l’ente non riesce più a garantire i servizi”, racconta Bruno Schipano della rsu Fp Cgil. “E ha cumulato ritardi nell’erogazione degli stipendi”. Così i lavoratori, tra giugno e luglio 2015, hanno manifestato la loro esasperazione occupando per 40 giorni il tetto della sede della Provincia. “Alcuni nostri colleghi rischiano di avere la casa pignorata, ad altri è stata staccata la corrente elettrica, altri ancora hanno problemi a pagarsi le cure mediche“, racconta il sindacalista. “E non escludo che alcuni di loro si siano rivolti a usurai“. Ora la protesta è sospesa, ma i dipendenti promettono di riprendere al più presto se le cose non cambieranno.

Solo ultimamente la Regione Calabria ha recuperato le risorse per pagare due stipendi arretrati, riducendo le spettanze da sei a quattro mensilità. E allo stesso tempo, ha approvato una legge di riordino che ha permesso il riassorbimento in Regione di circa 100-120 lavoratori della Provincia di Vibo Valentia. “Abbiamo chiesto anche al governo di intervenire”, spiega Schipano. “Ma siamo rimasti inascoltati. Anzi, il decreto Enti locali darà il colpo di grazia”. Il provvedimento, sostiene il sindacalista, impedirà la ricollocazione presso altri enti di quasi 70 dipendenti di polizia provinciale e centri per l’impiego.

Così è scattata la solidarietà nei confronti dei lavoratori. La Caritas locale, l’associazione Libera e i sindacati hanno collaborato per aprire un conto corrente e raccogliere fondi a sostegno dei dipendenti in difficoltà. E la vicinanza delle altre Province si è fatta sentire. Una delegazione delle Rsu Cgil delle città metropolitane di Torino e Firenze è andata a fare visita ai colleghi vibonesi. A preoccupare i sindacati è anche il pericolo che situazioni come quella di Vibo Valentia possano espandersi a macchia d’olio per tutta la penisola. “Anche la Provincia di Biella è andata in dissesto finanziario”, spiega Francesco Candido della rsu Fp Cgil della Città metropolitana di Torino. “E la legge di Stabilità ha previsto tagli alla spesa delle Province per 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017: sarà la morte definitiva di questi enti”.

I lavoratori piemontesi hanno rilanciato con un comunicato l’appello a contribuire al fondo di solidarietà, forti di un’esperienza analoga vissuta in prima persona. “A partire da gennaio 2015 – racconta Candido – la Città metropolitana di Torino ha sospeso i rapporti di lavoro di 22 dipendenti precari, mettendoli in aspettativa non retribuita”. Così è partita una raccolta fondi, organizzata dalla rappresentanza sindacale, che ha recuperato ben 14mila euro per i lavoratori in difficoltà. “La sospensione è stata giustificata dai vincoli imposti dal patto di Stabilità – prosegue il sindacalista – Ma ora il decreto enti locali ha di fatto superato questa impasse. Eppure, siamo ancora in attesa della proroga dei loro contratti. Ora la normativa c’è, non capiamo quale sia la difficoltà”.

Alla solidarietà di Torino si aggiunge quella di Palermo, che si è associata all’appello a favore dei colleghi calabresi. “In due giorni abbiamo raccolto circa 600 euro, ma puntiamo ad arrivare ad almeno 2mila”, spiega Saverio Cipriano della rsu Fp Cgil. E anche il sindacalista siciliano sottolinea il rischio che una situazione simile si ripeta presto in tutto il Paese. “A causa dei tagli della legge di Stabilità in Sicilia da tempo non si sta spendendo un euro per la manutenzione delle scuole e per le strade provinciali. E il pericolo maggiore è per gli enti che non hanno più residui: presto si vedranno costretti a licenziare il personale. Se non cambia il sistema dei tagli, anche noi entro un anno saremo senza soldi”.