Il sito del Pd Toscano, il sito del Comune di Palagianello, in provincia di Taranto, quelli della scuola di lingue Wall Street di Lucca, Pisa e Bari. Nel pomeriggio dell’8 agosto, però, è toccato al sito ufficiale dell’Accademia della Crusca essere violato da hacker che si presentano come sostenitori dello Stato Islamico.

Collegandosi all’indirizzo web del centro studi della lingua italiana appariva una schermata nera con la bandiera del califfato e la scritta “I love Islamic State”, la firma Phenomene Dz e un video intitolato “Are you human?” (siete umani?). Il messaggio che appariva sullo schermo si concludeva con una minaccia: “Questa guerra è appena iniziata e noi la vinceremo, se Dio vuole”.

A dare la notizia della violazione era stata la stessa Accademia che, attraverso il proprio profilo Twitter ufficiale, ha cinguettato: “Il ns. Sito è da ieri sotto l’attacco di pirati informatici. I tecnici stanno lavorando sul problema. Grazie a tutti per le segnalazioni”. Solo dopo tre ore, sempre l’Accademia ha annunciato il ripristino della pagina: “Cari ‘seguitori’, il problema sembra risolto. Un grazie di cuore a tutti per il supporto, e segnalateci eventuali malfunzionamenti!”. Il presidente Claudio Marazzini, sentito dal Corriere della Sera, si dice sorpreso dell’attacco, ma ha comunque deciso di sporgere denuncia.

A firmare l’intrusione è stato un hacker legato al profilo Twitter @phenodz, attivo da più di un anno, che twitta in arabo, inglese e francese e che dice di essere algerino. Scorrendo le sue attività passate si scopre che l’hacker, o il gruppo di persone collegate al profilo, avrebbe violato già molti altri siti italiani ed esteri. Non esiste, però, un collegamento né tra i vari indirizzi web attaccati né tra questi e la causa jihadista. Nelle scorse settimane, infatti, vittime di Phenomene Dz erano stati il sito di un piccolo comune pugliese, Palagianello, e quelli della scuola Wall Street d Lucca, Pisa e Bari.

L’obiettivo dell’intrusione, spiegato anche nel video che elenca una serie di ingiustizie compiute nei confronti dei musulmani, sarebbe quello di mettere in evidenza l’ipocrisia dei media occidentali che, se da una parte si scandalizzano per le azioni compiute dagli uomini del califfato, dall’altra avrebbero sempre girato la testa di fronte a quelle di Stati Uniti, Iran e Israele: “Quando l’America, l’Iran e i sionisti uccidono i musulmani in Iraq, Palestina, Afghanistan e Vietnam, nessuno sente il latrato dei media. Ma quando lo Stato Islamico arriva per difenderci… formate alleanze. E vi troverete di fronte ai kamikaze. Io difendo la mia religione, i miei fratelli e le mie sorelle. Perché i vostri governi sono i veri terroristi. Con il suo supporto o il suo silenzio. Questa guerra è appena iniziata e noi vinceremo, se Dio vorrà”.

Non è la prima volta che siti italiani vengono violati da hacker che si definiscono sostenitori del movimento in mano ad Abu Bakr al-Bahdadi. A marzo era toccato al sito del Pd toscano e a quello di Federcasalinghe. In quel caso, però, a firmare l’attacco era stata la United Islamic Cyber Force che, con un messaggio scritto, avvertiva: “Ditelo ai vostri governi: non disturbate l’Islam o conoscerete i rischi”.