Bocciato e poi riammesso dai giudici del Tribunale amministrativo regionale della Toscana. E’ accaduto ad uno studente fiorentino che nel 2014 aveva provato ad ottenere la maturità scientifica in un liceo paritario della città.

Lo scorso anno il ragazzo si era presentato all’esame come tanti altri e una volta affrontato l’orale, alla presenza di un ispettore ministeriale, era tornato a casa con la certezza di avercela fatta visto il giudizio positivo della commissione espresso in maniera verbale al ragazzo.  Due giorni dopo l’amara sorpresa: davanti ai tabelloni dei risultati è arrivata la doccia fredda. Il ragazzo è stato bocciato. A seguito del risultato era tornato davanti ai professori, che lo hanno esaminato a settembre. Un’ulteriore prova che ha confermato il giudizio negativo. Una valutazione incomprensibile per il giovane e la sua famiglia, che a quel punto non si sono fermati davanti alla commissione e hanno fatto ricorso al Tar. E, un anno dopo, il tribunale ha dato ragione allo studente accogliendo il ricorso presentato e promuovendolo.

Il Tribunale ha chiesto di prendere in considerazione la valutazione fatta dall’ispettore ministeriale intervenuto sul caso: “Quest’ultimo – si legge nella sentenza – ha attestato che in sua presenza la commissione ha attribuito all’unanimità il voto di 20 alla prova orale e successivamente la presidente ha mutato il voto”. Una versione contraddetta dalla presidente, secondo cui tre commissari avevano già espresso un parere negativo. A fronte del cambio di voto, che è stato determinate per il fallimento dell’esame di Stato, il Tar ha definito l’operato “dell’amministrazione gravemente contraddittorio”.

I giudici, una volta presa in esame la documentazione, non hanno potuto che rivelare la discordanza tra il primo e il secondo giudizio: “Non si evincono le ragioni – hanno scritto nella sentenza pubblicata nei giorni scorsi – del repentino cambio di opinione. Tale carenza motivazionale non appare colmata nemmeno nei verbali”.

Risultato? La commissione è stata bocciata e il ragazzo promosso. Il Tar ha annullato gli atti impugnati e ha decretato la “reviviscenza del giudizio positivo formulato originariamente dalla commissione” stabilendo che lo studente ha superato l’esame. Non solo. Il liceo in questione è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Una vittoria per la famiglia che ha affrontato una battaglia legale – insieme agli avvocati Andrea Pettini e Pietro Rizzo – di oltre un anno per avere un giudizio su quanto era accaduto. “Una sentenza storica – spiega Pettini – perché oltre ad aver annullato l’atto, di fatto, i giudici hanno fatto rivivere il provvedimento e hanno promosso il ragazzo”.