Caro Direttore,
la pausa estiva è alle porte eppure vi sono ahimè molto questioni che vale la pena di trattare presto, prima che sia troppo tardi.
Da mesi infatti il Governo sta tergiversando su una questione di primaria importanza per lo sviluppo economico e industriale del nostro Paese. Mi riferisco alla infrastruttura della rete a banda ultra larga (fibra ottica) su tutto il territorio italiano. Il nostro Paese, in quanto a connettività è fanalino di coda rispetto ai partner europei.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato una serie di proposte organiche su come sviluppare questa, che ad oggi rappresenta l’unica, forse l’ultima, grande opera di cui necessita il nostro Paese.
Se, infatti, le principali infrastrutture del secolo scorso sono state: la rete elettrica, la rete stradale, la rete idrica, questo nuovo secolo ci chiede con insistenza di dotare il nostro Paese di una rete ultra veloce in fibra ottica che arrivi nella case degli italiani sulla scorta di quanto si sta facendo in altri Paesi.

Per facilitare lo sviluppo capillare di questa nuova infrastruttura ed assicurare la segretezza dei dati che passeranno su di essa, il Movimento 5 stelle ha proposto in tutte le sedi istituzionali la necessità della costituzione di una società pubblica che sia proprietaria di una rete neutra, sulla quale gli operatori possano farsi libera concorrenza sui servizi da offrire ai consumatori.
Anche l’Antitrust, nel corso della sua relazione annuale al Parlamento, ha ribadito che nulla osterebbe ad un modello siffatto e viceversa che il controllo da parte di un operatore verticalmente integrato, dell’infrastruttura di rete fissa è limitativo della concorrenza.
Gran parte delle risorse che lo Stato sta spendendo per la realizzazione della rete in fibra, tramite Infratel, sembrerebbero finire nelle tasche di Telecom Italia che realizza la rete ma ne rimane proprietaria.

Il Governo dal canto suo, quando si è discussa in Senato la nostra mozione, ha sostenuto che la creazione di una società pubblica non fosse una opzione perseguibile. Ci chiediamo se stia glissando su questa possibilità solo perché è stata proposta del Movimento 5 Stelle. La nostra proposta è chiara: la rete deve essere pubblica, a garanzia di tutti i cittadini.

Le scriviamo pertanto sperando che questo nostro impegno sia sposato da tutti coloro i quali, pur non avendo la possibilità di esprimersi direttamente, abbiano a cuore lo sviluppo sano di questo Paese.

Cordialmente

Andrea Cioffi