Ci sarà il Brescia al posto del Parma in Serie B. E Albinoleffe e Pordenone giocheranno in Lega Pro. Ma per la partenza dei prossimi campionati è ancora tutto in alto mare, tra ripescaggi da decidere, ricorsi, inchieste pendenti e squadre mancanti. Il Consiglio Figc del 4 agosto ha deliberato all’unanimità i ripescaggi già annunciati dopo le relazioni della Covisoc (l’organo contabile del calcio italiano) sulle domande presentate. Il ritorno in B delle Rondinelle e la permanenza fra i professionisti di Albinoleffe e Pordenone (tutte erano retrocesse la scorsa primavera) rappresentano però solo il primo passo per la composizione degli organici della prossima stagione. Altri buchi potrebbero aprirsi.

La mancata iscrizione del Parma (che dopo il fallimento avrà comunque la possibilità di ripartire direttamente dai a Dilettanti) era prevista da tempo. Come anche il possibile ripescaggio del Brescia, che ha battuto Cittadella e Lecce (le altre due pretendenti) in virtù del maggior punteggio nella graduatoria composta per meriti sportivi e “tradizione”. In Serie B, inoltre, presto ci sarà un altro “avvicendamento”: per quanto emerso nelle indagini e vista la parziale confessione del presidente Pulvirenti, il Catania dovrebbe avere le ore contate. Nessuna incertezza, però: la Figc ha già stabilito che in caso di responsabilità diretta comprovata e conseguente retrocessione, verrebbe riportata in B la Virtus Entella, ultima retrocessa ai play-out e quindi prima danneggiata dalla salvezza degli etnei. Poi andrà vagliata la posizione del Teramo, accusato di aver comprato la partita decisiva per la promozione contro il Savona. In questo caso, salirebbe in B l’Ascoli (secondo nel Girone B di Lega Pro). I processi sportivi inizieranno a metà agosto e per questo la Lega ha posticipato l’inizio del campionato al 6 settembre. Chissà se questo rinvio sarà sufficiente.

Stessa situazione, e forse ancor più complessa, in terza serie. Qui gli organici sono incompleti anche al netto del calcioscommesse. Ripescati Albinoleffe e Pordenone (e bocciato il Seregno, che aveva indicato come stadio un impianto fuori dalla propria provincia) restano ancora 7 posti disponibili per raggiungere la quota di 60 squadre prevista dai regolamenti. Impresa a questo punto impossibile: la crisi economica, sommata all’esosità della Federcalcio (che, in tempi di recessione, ha chiesto 500mila euro a fondo perduto alle società interessate al ripescaggio) ha fatto sì che solo 6 società presentassero domanda, e solo due con i giusti requisiti. Risultato: con tutta probabilità verrà trovato un altro club per sostituire il Castiglione (che non si è iscritto dopo aver vinto il campionato dilettanti) e poi verranno stilati tre gironi da 18, invece che da 20 squadre. Uno snellimento forzato degli organici, non un bel segnale per il nostro calcio. In attesa anche qui degli sviluppi delle inchieste, che potrebbero portare ulteriori sconvolgimenti.

E poi c’è l’imprevedibile variante dei ricorsi in tribunale. L’anno scorso l’ultimo posto in Serie B era stato oggetto di un lungo contenzioso presso il Coni. Vicenda che potrebbe anche ripetersi: il Matera ha impugnato la delibera della Figc che impone il contributo a fondo perduto per il ripescaggio. Il caso verrà discusso il 3 settembre, a 48 ore di distanza dalla prima partita del calendario. E se il club lucano dovesse avere ragione, allora sì che tutto tornerebbe in discussione. A partire dall’inizio dei campionati.

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