Roberto Maroni, governatore celodurista della Lombardia, sognava di creare una Enit in salsa padana per vendere al mondo ed in particolare agli oltre 7 milioni di turisti stranieri attesi per Expo, il territorio lombardo-piemontese-veneto-friulano. A questo avrebbe dovuto servire Explora, “la prima Destination Management Organization a servizio del territorio e delle imprese per lo sviluppo turistico delle Destinazioni di Expo 2015 da Milano, alla Lombardia, il Piemonte, la Liguria e il Friuli Venezia Giulia, nata per cogliere tutte le opportunità offerte da Expo”.

Ma il sogno di Bobo, per il cui perseguimento nel 2014 è stata stipulata tra Regione ed Explora una convenzione ad hoc costata ai conti regionali la bellezza di 700 mila euro, ha dovuto fare i conti con la cruda realtà. Perché Explora, società nata all’ombra di Expo, partecipata da Camera di Commercio di Milano, Unioncamere Lombardia, Expo spa e naturalmente da Regione Lombardia ha per ora prodotto poche ricadute turistiche, tanti costi, buchi di bilancio e clamorosi abbandoni.

Ebbene, come si ricava dalla delibera di giunta n. 3644 del 5 giugno scorso, Explora ha chiuso anche il 2014 con un disavanzo: 2,2 milioni di euro. A cui si aggiungerà la perdita di quest’anno, stimata, come emerge da una delibera della giunta regionale di giugno, in 1,5 milioni.

Si tratta di un quadro allarmante, che ha spinto nelle scorse settimane i soci a mettere mano al portafoglio: per ripianare le perdite maturate al 30 aprile (valutate in 677mila euro) e ricostituire il capitale, azzerato dal rosso del 2014. Cosicché dalle casse della Regione Lombardia sono usciti altri 304 mila euro: 104 mila per coprire le perdite e 200 mila per garantire la ricapitalizzazione. Mossa questa, senza la quale, “la società avrebbe dovuto essere posta in liquidazione”.

Le operazioni “contabili” sono state poi accompagnate da un ricambio ai vertici di Explora. Che ha pure contemplato l’uscita di scena, dopo il presidente Giuliano Noci, del catalano Josep Ejarque Bernet, l’esperto turismo e marketing territoriale voluto da Maroni come direttore generale di Explora al “prezzo” di almeno 200 mila euro all’anno.

Va detto che Bernet, prima di essere catapultato sulla poltrona di dg, era balzato agli onori delle cronache, più che per meriti professionali, per via di un guaio con la giustizia contabile. Il manager, già direttore dal 2006 al settembre 2008 della Agenzia Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, era stato infatti condannato a giugno di due anni fa dalla Corte dei Conti a rifondere 48 mila euro di danno erariale. Ciò, in conseguenza di affidamenti non regolari di consulenze esterne. Che nella breve storia di Explora sono letteralmente esplose, andando a totalizzare un esborso pari a più di 1,5 milioni di euro.

Alcuni esempi possono meglio chiarire anche la qualità delle spese affrontate. Per il “concept creativo e il coordinamento del catalogo” l’esborso è stato pari a 40 mila euro. Per realizzare, montare, tradure i testi dei video del padiglione della regione Lombardia ad Expo sono stati spesi la bellezza di 85 mila euro iva esclusa. L’attività di ottimizzazione sem e seo e lo “sviluppo delle poltenzialità” del portale di accoglienza turistica di Expo (wonderfulexpo2015.it) – che ancora oggi rimanda a pagine Facebook in lingue estere inesistenti – sono costati addirittura 67 mila euro Iva esclusa. Soldi spesi male, viene da dire: mettendo su Google, come termini di ricerca “turismo expo”, wonderfulexpo2015 non compare nemmeno nella prima pagina dei risultati!

Le traduzioni nelle diverse lingue del portale stesso hanno richiesto una spesa folle: 150 mila euro.

Explora ha poi pagato per una consulenza di art direction per lo spazio della regione Lombardia ad Expo 40 mila euro.

Per le campagne pubblicitarie on line tese ad attrarre turisti esteri – che a sentire gli albergatori lombardi ancora non si sono visti nelle enormi proporzioni promesse – l’esborso è stato pari a 185 mila euro. Sempre Iva esclusa!

Se poi guardiamo al consenso social raggiunto da wonderfulexpo2015.it i risultati sono davvero magri: su Fb i like sono appena 54mila, su Twitter i follower sono 5300 ed i seguaci su Istagram sono poco più di 6mila. Sul resto è poi meglio stendere un velo pietoso.

Insomma Explora, la creatura voluta con forza dal governatore Maroni, si è per ora rivelata un mezzo disastro. A cui pare l’assessore regionale voglia tentare di porre rimedio, riposizionando la società su obiettivi di mera vetrina-promozione integrata del sistema turistico lombardo.

@albcrepaldi