La polemica non c’è tra Berlusconi, il suo entourage e Verdini. Si sono lasciati da buoni amici, ma poi chiedo: c’è qualcuno che può prendere di petto o insolentire Verdini, che è il depositario dei segreti delle carriere politiche di tutti?”. Così si pronuncia ai microfoni di Ecg Regione Lazio (Radio Cusano Campus) Vincenzo D’Anna, senatore e portavoce di Alleanza liberalpopolare per le autonomie, il gruppo al Senato formato da Denis Verdini. “Se parlasse Verdini” – continua – “potremmo scoprire che qualcuno ha fatto il ministro perché era una bella ragazza o era funzionale al raggiungimento di determinati scopi da parte di Berlusconi. Verdini ha ingoiato rospi per professione. Conosce vita morte e miracoli di tutta l’attuale classe dirigente del centrodestra. Quindi, non c’è nessuno, a cominciare da Berlusconi, che si possa permettere il lusso o di insolentirlo o di attaccarlo”. E aggiunge: “Quello che Bianconi definisce “accordo” è solo una comprensibile prudenza di quelli che sanno bene che con Verdini non possono litigare. Nessuno è in grado di poter litigare con lui. Punto”. D’Anna spiega la genesi del gruppo verdiniano e puntualizza: “Noi restiamo all’ opposizione, non entriamo in maggioranza né nel Pd. Non abbiamo alcun filo diretto con Renzi. C’è una vecchia conoscenza tra Denis Verdini e il premier, perché da giovanotti si frequentavano, visto che il papà di Renzi è amico di Verdini. Ma non concertiamo con Renzi quello che dobbiamo fare. E non rinneghiamo il nostro passato”. Poi commenta: “Berlusconi ha detto meglio soli che male accompagnati? Veramente se c’è un maestro di cattive compagnie, è proprio Berlusconi. Ho bisticciato con lui in maniera anche piuttosto chiassosa un anno e mezzo fa, dicendo che il partito non poteva essere affidato alle sue badanti o a una serie di cortigiane, di reggicoda e di maggiordomi che lui si sceglieva per poter giostrare come più gli pareva e piaceva”. E sottolinea: “Prima Berlusconi poteva farlo perché era attivamente in campo e portava i voti. Ora non più, e per colpa sua naturalmente, quindi non credo che il partito possa andare in mano a due sprovvedute, dal punto di vista politico, come la signora Pascale o la senatrice Rossi. Ora Forza Italia è in mano alla Pascale”. Il senatore spiega: “Berlusconi fa una cosa del genere, non certo perché è rimbambito. Lui resta sempre l’uomo geniale che è sempre stato, ma il suo progetto è quello di rinnovare interamente la classe dirigente. Dunque, ha bisogno di alcuni soggetti a lui fedelissimi per poter fare il lavoro sporco. Vuole presentare una compagine di giovanotti e di ragazzette di bella presenza da mandare in televisione”. E commenta: “Berlusconi vuol creare una specie di Movimento a 6 Stelle. Vuole fare come il negus neghesti dell’Etiopia, che governava a 90 anni, circondato da una corte di giovani e giovanette