antimafiaAnche quest’anno siamo alla vigilia della Commemorazione della strage di Via Pipitone Federico, primo attentato che inaugurò la fase stragista della mafia, usando un’auto bomba e non vi è un articolo che ne ricordi la ricorrenza, né carta stampata, né notizie on line, solo un piccolo articolo sul Giornale di Sicilia di domenica scorsa che elenca le manifestazioni che il Comune di Misilmeri ha organizzato in ricordo del giudice Rocco Chinnici.

Anche questo omicidio viene derubricato dai mezzi di informazione e da alcune istituzioni, come vittima di serie B, come lo sono tante altre, Basile, Zucchetto, Cassarà, Giuliani, D’Agostino, Montalto, Costa, Giaccone, Livatino, Saetta, Scaglione, Terranova, Fava, Alfano, solo per citarne alcuni.

Oggi per fortuna la mafia non mette più le bombe nelle strade di Palermo per eliminare uomini retti e giusti che non si sono fermati davanti alla sua avanzata, ma negli ultimi 50 anni ha disseminato la storia della Sicilia di “mine antiricordo”.

Il Centro di Accoglienza Padre Nostro il 29/07/2015 alle ore 09.00 in via Pipitone Federico parteciperà alla commemorazione in ricordo di un grande uomo ed un grande giudice, Rocco Chinnici, trucidato insieme a Mario Trapassi, Salvatore Bartolotta e Stefano Li Sacchi. Tale partecipazione ha inoltre il senso di lenire l’amarezza dei suoi familiari per la solitudine nella quale ogni anno si ritrovano in occasione della manifestazione.

Né la mafia né le istituzioni deviate riusciranno a cancellarne mai la memoria. Non ci sarebbero riusciti neanche se lo avessero ucciso il 15 agosto.

Credo che oggi più che mai ci sia la necessità che il Capo dello Stato istituisca “Il giorno della memoria”, per ricordare tutte le vittime della mafia; un giorno in cui la Sicilia tutta si fermi per 24 ore ad onorare i suoi martiri e riflettere sul fatto che, grazie al loro martirio, noi ancora godiamo di “sprazzi di libertà”.

Abbiamo il dovere di chiederlo a gran voce, affinché non ci siano più ricorrenze di serie A e ricorrenze di serie B.