Le campagne elettorali americane sono battaglie durissime, senza esclusioni di colpi, dove tutto è permesso. E visto che la corsa alla Casa Bianca è lunghissima e dura più di un anno e mezzo, di tempo per pescare nel passato dei candidati ce n’è davvero tanto. Se poi il candidato si chiama Donald Trump, uno che dello stile di vita eccessivo e barocco ha fatto un marchio di fabbrica, la situazione diventa ancora più calda.

È quello che è successo, ad esempio, al noto sito americano Daily Beast, che nei giorni scorsi, dopo l’infelice frase del candidato repubblicano sui “messicani stupratori”, era andato a riprendere una vecchia storiaccia tirata fuori da Ivana Trump all’epoca del divorzio milionario da Donald. La vicenda, citata da Harry Hurt III nel libro “Lost Tycoon: the many lives of Donald J. Trump”, è piuttosto scabrosa: Ivana avrebbe accusato il marito di averla stuprata, nel 1989, dopo un “assalto violento”. La storia, va detto, non ha mai avuto un seguito giudiziario, e alla fine si è parlato di “sensazione di essere stata stuprata emozionalmente”, ma resta comunque agli atti della causa di divorzio.

Il Daily Beast, dunque, ha citato l’episodio, facendo però infuriare Michael Cohen, l’avvocato di Donald Trump, che si è lanciato in una serie di minacce nei confronti del giornalista del sito, non prima, però, di dare una sua personalissima (e discutibile) interpretazione dello stupro: “Donald Trump è un privato cittadino che non ha mai stuprato nessuno. E poi capite che per definizione, non si può stuprare la propria moglie”.

Come se non bastasse, Cohen si è scagliato contro i giornalisti del sito che hanno ripescato la vicenda dagli archivi, minacciandoli di portarli in tribunale e di chiedere un risarcimento milionario qualora avessero deciso di pubblicare il tutto: “Scrivete una storia che contenga il nome di Trump, con la parola “stupro”, e vi rovino la vita fino a quando starete su questo pianeta”. I malcapitati Tim Mak e Brad Zadrozny, autori del pezzo incriminato, sono stati anche minacciati personalmente: “Fate quello che volete. Volete rovinarvi la vita a 20 anni? Fatelo, e sarò felice di accontentarvi. Credo che dovreste andare avanti e scrivere l’articolo. Credo davvero che dovreste farlo, perché penso che siate idioti e che il vostro giornale sia una barzelletta e sarà un piacere servirvi con una causa da 500 milioni di dollari”. Un avvocato per nulla conciliante, non c’è che dire. Ma in fondo è il legale di mister Donald Trump, quindi c’era da aspettarselo.