“Non mi sono accorto di un boicottaggio alla Ferrari. Da  parte mia certamente non ci sono state disposizioni, ci mancherebbe. Dovrò rivedermi con calma la registrazione”. Bernie Ecclestone ha risposto così alle accuse lanciate ieri durante il Gp d’Ungheria da Gianfranco Mazzoni, telecronista Rai, e diventate un vero caso in Rete. Gli spettatori che hanno seguito sulla tv pubblica il Gran premio sul circuito dell’Hungaroring, infatti, non hanno potuto non ascoltare gli attacchi di Mazzoni alla regia internazionale che coordina tutte le gare del circus della Formula 1 e che è diretta emanazione (nonché business) di Bernie Ecclestone. Giro dopo giro, con le telecamere che non inquadravano le Ferrari di Vettel e Raikkonen (rispettivamente primo e secondo in gara), il telecronista Rai ha criticato apertamente il circus: “Tutto questo è vergognoso”. E a fine gara, dopo essersi scusato con i telespettatori per il cattivo servizio offerto, li ha invitati a lamentarsi direttamente con Ecclestone: “Scrivete alla FOM” (Formula One management di cui l’imprenditore britannico è il direttore). E il popolo del web si è scatenato sul sito ufficiale formula1.com.

Eppure le rosse sono state in testa fin dal primo giro, dopo una grande partenza di Vettel e Raikkonen che avevano rubato le posizioni della griglia conquistate in qualifica dalle due Mercedes. “In 40 giri, le rosse sono state inquadrate solo una ventina di secondi: ma non avevano detto che la Ferrari faceva bene alla F1? – ha poi spiegato Mazzoni a La Gazzetta dello Sport – Ci hanno tolto pure il segnale del camera car. La Mercedes nelle altr 9 gare non è stata trattata così”. Oltre a Ecclestone, a smorzare le polemiche anche Maurizio Arrivabene, team principal del cavallino, secondo cui parlare di boicottaggio è “assurdo”: “Smettiamola con questa stupidaggine, non abbiamo di questi problemi, la tv inquadra dove c’è la lotta”. Ma Mazzoni non è convinto della buonafede. Alla base di questa scelta della regia, secondo il telecronista, ci sarebbe stato uno screzio tra i vertici Ferrari e Ecclestone. Da qui l’ordine alla regia internazionale, poi smentito da Ecclestone.