“Abbiamo frantumato tutti i record dello scorso anno, grazie soprattutto alla forza e all’entusiasmo del mio team e nonostante la situazione di precarietà che vive costantemente il Festival” ha dichiarato Claudio Gubitosi, Direttore del Giffoni Film Festival durante la conferenza stampa dell’ultima giornata di questa 45° edizione. Dal 17 al 26 luglio a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno, migliaia di ragazzi da ogni parte del mondo si sono incontrati nella cornice della colorata e affollata Cittadella del Cinema, per gustare insieme grandi anteprime, film indipendenti e partecipare ad incontri interessanti con personalità culturali e star del grande e piccolo schermo. Un’esperienza che permette di crescere e relazionarsi con gli altri, per realizzare un sogno o trovare una spinta per disegnare il proprio futuro, nel mondo dell’arte e della creatività.

“Il 2016 rappresenterà per noi uno stargate, una nuova era, che si inaugura con la Giffoni Multimedia Valley. Vorremmo prendere altri venticinque giovani creativi dai 20 ai 30 anni ma non possiamo farlo se prima non cambiano le cose. Voglio scuotere le coscienze. Vorrei che tornasse in voga lo stile italiano: noi siamo e raccontiamo “la grande bellezza”, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo, senza preoccupazioni nel futuro” ha aggiunto Gubitosi sottolineando le difficoltà che questa manifestazione ha incontrato negli ultimi anni, confrontandosi con le istituzioni e i finanziatori pubblici e privati. Nel primo pomeriggio del 26 luglio la Sala Truffaut ha accolto l’attrice e modella Rocio Munoz Morales e Sergio Assisi per annunciare i vincitori della 45° edizione del Giffoni Film Festival, selezionati dai 3.600 giurati. I premi ufficiali Gryphon Award sono stati consegnati tra le varie categorie suddivise per fasce di età. Al primo posto di Element +6 il film italiano Grotto diretto da Micol Pallucca nelle Grotte di Frasassi, che racconta la storia di tre bambini che costringono un compagno di scuola ad una prova di coraggio un po’ particolare. Al secondo posto l’olandese The Amazing Wiplala di Tim Ollehoek, una piccola creatura magica alta 10 centimetri che incontra la famiglia Blom invitandola ad un’avventura unica e imprevedibile.

Per la categoria Elements +10 vince Labyrinthus del belga Douglas Boswell e The Shamer’s Daughter di Kenneth Kains, mentre per i Generator +13 il tedesco Sanctuary di Marc Brummund conquista il primo posto con le atmosfere del ’68, raccontando la storia del giovane Wolfgang che si ribella contro il sistema e i metodi della casa famiglia in cui vive. Al secondo posto Beatles di Peter Flinth, in cui un gruppo di ragazzi norvegesi sognano di costituire una boy band e sono inguaribili fans della famosa e indimenticabile band inglese.

Michael Johnson si fa notare con la sua opera prima All the Wilderness, vincendo il Gryphon Award per la categoria Generator +16. Nel cast anche Danny De Vito e Kodi Smit-McPhee per raccontare la storia di un adolescente inquieto che vive in un mondo immaginario e viene aiutato da uno psichiatra per cercare di superare l’assenza del padre. Il secondo posto di questa categoria è del francese Standing Tall di Emmanuelle Bercot.

I cinefili più attenti avranno notato aggirarsi per la Cittadella del Cinema il giovane attore Rory Culkin, fratello del più noto Macaulay Culkin, interprete del celebre Mamma ho Perso l’Aereo. Dopo la recente partecipazione in Scream 4 di Wes Craven, l’attore si è messo alla prova nel film dal sapore indipendente Gabriel di Lou Howe, nei panni di un ragazzo fragile e tormentato dopo il suicidio del padre, che vive una storia di ossessione e disperazione sulle tracce di una ragazza, il suo primo amore. Questo film ha conquistato il secondo posto della categoria Generator +18, mentre il primo posto è andato a Coin Locker Girl, opera prima del coreano Han Jun-hee.

Per la sezione Gex Doc sono stati premiati Forever Stars di Mimmo Verdesca e All the Time in the World di Suzanne Crocker, mentre per la sezione dedicata ai cortometraggi hanno vinto Captain Fish di John Banana, The Wish Fish di Karel Janak, The Present di Jacob Frey, The Red Hunter di Alvaro Ron, Two Left Feet di Isabella Salvetti, About a Mother di Dina Velikovskaya, My grandfather was a cherry tie di Olga e Tatiana Polietkova, Point of View di Matteo Petrelli e Lukas & the Aspies di Andreas Gustafsson. L’avventura si è conclusa anche quest’anno con numerosi consensi e sinceri applausi, dando appuntamento al 2016 con le parole di Rocio Munoz Morales: “Il cinema è una finestra sul mondo, fa crescere e scoprire consapevolezze sempre nuove”.