La polizia turca ha arrestato 297 le persone nell’ambito di una vasta operazione nel Paese contro i militanti del sedicente Stato islamico (Is), del Pkk e di altre organizzazioni al bando per terrorismo. Lo ha riferito in una nota l’ufficio del primo ministro turco, Ahmet Davutoglu.

L’operazione si è concentrata a Istanbul. Numerosi arresti sono stati eseguiti anche in altre 13 province turche. Stando al quotidiano Hurriyet, una donna è rimasta uccisa in uno scontro a fuoco scoppiato nel quartiere Bagcilar di Istanbul, mentre le forze di sicurezza tentavano di fare irruzione nella sua abitazione. Secondo la polizia, si trattava di una sospetta militante del Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo (Dhkp-C), organizzazione di ispirazione marxista al bando per terrorismo. La donna è morta in uno scontro a fuoco scoppiato mentre le forze di sicurezza tentavano di fare irruzione nella sua abitazione. Tra le persone arrestate si contano anche 37 stranieri.

L’agenzia Dogan ha poi riferito che sono stati presi di mira 140 indirizzi in 26 quartieri e che l’operazione antiterrorismo ha coinvolto 5mila poliziotti. L’operazione è scattata all’indomani del primo scontro a fuoco lungo il confine con la Siria tra l’esercito turco e i jihadisti dell’Is e dell’uccisione di un poliziotto a Diyarbakir, città a maggioranza curda. Mercoledì erano stati trovati i corpi senza vita di due poliziotti in un’abitazione a Ceylanpinar, nella provincia di Sanliurfa, sempre nel sud-est del paese. L’azione era stata rivendicata dal Pkk. Lunedì, inoltre, almeno 32 persone sono morte in un attacco kamikaze a Suruc, vicino al confine siriano. Secondo le autorità l’attentati è opera dell’Is.