“Da piccolo facevo le imitazioni di Jim Carrey e ho sempre cercato di seguire la mia passione in modo pulito”. Il piccolo Draco Malfoy di Harry Potter è cresciuto e il Giffoni Film Festival 2015 lo ha accolto con grande entusiasmo, tra fan deliranti e forti emozioni. Tom Felton è il nome che abbiamo letto ovunque il 21 luglio nella Cittadella del Cinema, dai manifesti alle magliette, fin sulle braccia delle migliaia di ragazze accampate dalle prime ore del mattino intorno al blue carpet. “Ho iniziato i film di Harry Potter all’età di 11 anni, avevo fatto qualcosa anche prima. Ha funzionato tutto bene e se qualcuno mi avesse detto che un giorno sarei stato qui non ci avrei creduto”, ha dichiarato il giovane attore con un’intensa carriera da portare avanti. “Ho avuto la fortuna di interpretare qualcuno di molto diverso da me, l’unica cosa che abbiamo in comune io e Draco Malfoy sono gli occhi azzurri” ha ironizzato, continuando: “Mi sono divertito negli anni a cercare di capire perché fosse così cattivo e penso sia a causa dei suoi genitori. Voleva essere come suo padre che non era una brava persona ma con gli anni si rende conto di assomigliare più alla madre”, ha spiegato parlando del personaggio che lo ha reso una star a livello mondiale.

“Sono stato fortunato rispetto a Daniel (Radcliffe, ndr) e gli altri perché io facevo due settimane a scuola e due a Hogwarts, e questo mi ha fatto rimanere abbastanza normale. A scuola avevo i capelli lunghi e colorati e mi prendevano spesso in giro, non mi rendevo conto della fortuna che avevo. Poi siamo stati in Giappone una volta per un film della saga e la gente è impazzita, non mi sembrava vero. Anche qui al Giffoni è una sorpresa essere stato accolto così”. Il festival del cinema dei ragazzi più seguito a livello internazionale è stato infatti letteralmente invaso dagli appassionati della saga nata dalle pagine di J.K. Rowling, che continuano a seguire Tom Felton nella sua professione sul grande e piccolo schermo con grande affetto e stima. Ha ormai 27 anni l’attore che ha debuttato al cinema nel 1997 con I Rubacchotti di Peter Hewitt e ha recitato con Jodie Foster in Anna and The King nel 1999. “Molti ragazzi più che chiedermi come si fa a diventare attori pensano a come diventare famosi, così capisco che recitare gli interessa poco ma vogliono solo fare soldi”, ha dichiarato denunciando una sorprendente umiltà e sensibilità che lo hanno reso irresistibile durante il Meet & Greet e l’incontro con le giurie, in cui ha conquistato il cuore dei ragazzi presenti, grazie ad una grande disponibilità tra selfie, autografi, e le risposte a numerose domande.

Interrogato sul finale di Harry Potter, terminato nel 2011, ha aggiunto: “J. K. Rowling ha fatto le cose in modo perfetto. Non cambierei nulla perché sarebbe come chiedere a qualcuno di cambiare la storia di Cenerentola. Harry Potter è incredibile e perfetto così com’è”. Poi una confessione: “Sul set di Potter ci impedivano di portarci a casa qualsiasi oggetto, bacchette, scope, non volevano che portassimo via niente, ma sappiate che ho rubato degli anelli dal set. Non ditelo alla Warner”. È arrivato il momento per l’attore di cambiare pagina e allontanarsi dal magico mondo di Hogwarts. Nel 2016 sarà protagonista del film Risen, diretto da Kevin Reynolds con Joseph Fiennes, Peter Firth e Cliff Curtis. Si tratta di un film di taglio biblico che parlerà della Resurrezione di Cristo e delle settimane che seguirono quell’ evento, dal punto di vista di Clavius, un militare romano di alto rango che insieme a Lucius viene istruito da Ponzio Pilato affinché i seguaci di Cristo non alimentino la leggenda della resurrezione. “Non è basato sulle solite leggende. È una detective story; quando sono arrivato sul set ho scoperto che in Israele tanti anni fa c’erano tanti falsi messia con molti seguaci e qualcuno si è mosso per eliminarli, e 2000 anni dopo siamo per la maggior parte tutti cristiani”. Visto il tema di questo suo prossimo progetto, sono state inevitabili alcune riflessioni sul suo rapporto con la religione: “Sono cresciuto in Inghilterra quindi con un’educazione cristiana, ma da adolescente sono stato sempre un tipo più scientifico”. Tuttavia ha confermato che “il regista ha fatto in modo che la storia sia verosimile e vicina alla realtà, si è documentato e ha fatto il possibile per renderlo vicino al Nuovo Testamento. Ero un ateo convinto prima, ma questo film mi ha fatto pensare molto e mi ha fatto cambiare idea su molte cose. La storia è toccante e ti colpisce”.