Caro Renzi, tu Speranza, Cuperlo e altri non li tratti da musi lunghi. Per favore, non li si insulti. Non mi piacciono queste continue battute e queste cose: Renzi deve rispettare la gente che la pensa diversamente e sapere che quella gente sta cercando di tenere nel Pd una parte di elettori che è a disagio”. Sono le sferzanti parole dell’ex leader del Pd, Pierluigi Bersani, ospite di Omnibus, su La7, a proposito della definizione di “tribù dei musi lunghi”, variante del più noto “gufi”, attribuita dal premier alla minoranza dem. “Renzi con me può fare quello che vuole, ormai parlo liberamente, e per me è tutta salute” – aggiunge – “ma tutti gli altri non deve trattarli così, perché stanno cercando di tenere nel Pd una parte di gente che è a disagio. Anzi, li deve apprezzare. Feci anch’io le primarie, le vinsi contro Franceschini e contro Marino, il giorno dopo Franceschini faceva il capogruppo e Marino l’ho sempre tenuto nel gruppo dirigente. Non è una concessione, è un dovere, è una esigenza”. Bersani poi ricorda: “Le elezioni del 2013, quando ero segretario, non andarono poi così male, perché Renzi sta governando con quei voti. Io sono rimasto sempre lo stesso: moderatamente bersaniano. Non so se Renzi è moderatamente renziano. Io sono per dare una mano a questo collettivo, che è il Pd. Ma se non si può discutere, non si chieda disciplina. Io voglio discutere. In partito chi dirige ha il compito della sintesi, non può prendere a schiaffoni chi non la pensa come lui”. E rincara: “In un partito bisogna ragionare, discutere, approfondire, ascoltare, rispettare. E approfondire non 5 minuti in diretta streaming, ma parlare sul serio, perché altrimenti non è più disciplina, ma obbedienza”. Bersani, infine, contesta fortemente le misure fiscali annunciate da Renzi