All’età di settantuno anni è morto il musicista e compositore svizzero Dieter Moebius, uno dei pionieri della musica elettronica. Magari il suo nome, ai più, dirà poco, come poco dirà il nome dei due progetti principali che lo ha visto protagonista, i Cluster e gli Harmonia, ma con Moebius, è davvero il caso di dirlo, se ne va uno dei più geniali musicisti del novecento. Uno, per intendersi, che è stato tra gli artefici del Krautrock, genere poi reso celebre in tutto il mondo dai Kraftwerk e che intendeva celebrare il progesso industrializzato attraverso l’utilizzo di una strumentazione elettronica, il tutto senza perdere di vista la melodia. Uno, sempre per dare a Cesare quel che è di Cesare, che ha contribuito non poco a creare quel mondo musicale chiamato Ambient, poi reso celebre in tutto il mondo da Brian Eno. Con Ambient si intende tutta quella musica che ha lo scopo di fornirci un sottofondo musicale non invasivo, si pensi al capolavoro eniano Music for Airport.

Ecco, Moebius, da sempre al fianco di un altro genio dell’elettronica, Hans-Joachim Roedelius, è uno dei motori delle ultime serie rivoluzioni musicali del secolo scorso. Il krautrock, metà strada tra classica contemporanea e rock progressivo, tutto giocato sull’utilizzo di strumentazione elettronica fino a quel momento mai utilizzata nella musica popolare, ha avuto in Moebius uno dei suoi più geniali artefici. Non a caso al suo fianco si sono sempre mossi mostri sacri del genere, a partire dal Tangerine’s dream Conrad Schnitzler, con cui fondò nel 1969 i Kluster, poi diventati Cluster nel 1971, quando resteranno solo Moebius e l’inseparabile Roedelius.

E si pensi, appunto, alla collaborazione con lo stesso Brian Eno, nell’album del 1977 Cluster & Eno, forse il lavoro della band più famoso a livello di pubblico, anche se già il precedente Sowiesoso, in cui i suoni del duo risultavano un po’ meno spigolosi e più rivolti a quella che poi sarebbe stata chiamata Ambient dallo stesso Eno, avevano avvicinato ai Cluster un pubblico generalista. Nato in Svizzera ma da sempre associato, musicalmente, alla Germania, patria del Krautrock, Moebius e i suoi Cluster sono stati indicati da tutta la critica come padri del genere, al punto che Julian Cope, rocker e critico musicale, ha inserito ben tre album del duo Moebius-Roedelius, tra i cinquanta album fondamentali del genere, rispettivamente Cluster II, del 1972, Zuckerzeit, del 1974, e Sowiesoso, del 1976, al quindicesimo, sedicesimo e diciassettesimo posto.

Oggi la critica di tutto il mondo celebra uno degli ultimi innovatori della musica popolare. Le sue canzoni, se è possibile chiamarle semplicemente così, continueranno a fare da sottofondo per servizi del telegiornale, spot pubblicitari, filmini di nozze, musica popolare non legata al nome del suo autore, segno di come a volte il genio arrivi più lontano di quanto non si riesca a raccontare. La terra ti sia lieve, Dieter Moebius, come il suono delle tue macchine.