Una notte sicuramente insonne, quella fra venerdì 17 e sabato 18 luglio, per lo staff della regina Elisabetta II e per tutto l’entourage di Buckingham Palace. In una tranquilla serata di fine luglio, poco prima di mezzanotte, l’apparato mediatico di tutto il mondo comincia a fremere. Il Sun, tabloid spesso scandalistico e cavallo di punta dell’impero di Rupert Murdoch nel Regno Unito, ha infatti pubblicato qualcosa che nessuno neanche si immaginava potesse esistere.

Nel video dei primi anni Trenta, Elisabetta, Margaret, la regina madre e lo zio Edoardo

Un filmato – che anticipava il lungo servizio sulla versione cartacea di sabato del quotidiano – che mostra una giovanissima regina Elisabetta, forse sei o sette anni di età, che fa il saluto nazista. Siamo negli esterni di Balmoral, il bellissimo castello nell’Aberdeenshire, in Scozia, dove la famiglia reale passa le sue vacanze estive da secoli, nei primi anni Trenta. Qui, in una scena serena, la futura sovrana gioca con sua sorella Margaret, di quattro anni più giovane, con la regina madre (venuta a mancare nel 2002) e soprattutto con suo zio, Edoardo, che nel 1936 verrà incoronato come Edoardo VIII per poi abdicare, fra accuse di simpatie naziste e immoralità, alla fine dello stesso anno. Ed è proprio lo zio, forse, la chiave di volta di tutto, l’uomo che in quel giorno estivo ora riemerso insegnò alla giovane Elisabetta a fare un gesto, il saluto nazista, che ancora in quegli anni non aveva il tragico significato che noi tutti oggi gli attribuiamo. I drammi veri del nazismo dovevano, infatti, ancora venire. 

Chiaramente, per Buckingham Palace è stato un bruttissimo colpo basso. Poche decine di minuti dopo la pubblicazione del video, la reazione ufficiale della casa reale era già arrivata. “Per noi è molto deludente che questo film girato otto decadi fa e preso dall’archivio personale della famiglia di Sua Maestà – ha fatto sapere il palazzo – sia stato ottenuto e sfruttato in questo modo”. Questa l’ufficialità della prima reazione sdegnata. Poi, appunto, il lavorio di convinzione e persuasione. Ormai il patatrac è fatto, il video è già lì, condiviso milioni di volte in pochissime ore, ecco così che non meglio precisate “fonti vicine alla regina” hanno cominciato a dare un senso a quel filmato. Si tratta di un gioco di una bambina inconsapevole, innanzi tutto. E poco importa che anche la regina madre ed Edoardo facciano quel gesto, siamo di fronte a una scenetta conviviale di una famiglia felice. Soprattutto, però, siamo nei primi anni Trenta, quando ancora appunto il peggio doveva ancora venire.

Hitler già stava mostrando la sua stoffa, gli orrori del nazismo erano ancora immaginabili

Certo, Hitler stava già da anni mostrando la sua stoffa, ma ancora le persecuzioni agli ebrei, agli omosessuali, ai Rom, agli artisti e agli oppositori politici non erano esplose con tutta la loro forza. Così come ancora non si sapeva che la follia tedesca di quegli anni avrebbe portato agli eventi sanguinosissimi della Seconda Guerra Mondiale. Insomma, il saluto nazista era in quel contesto storico quasi una cosa “alla moda”, e non solo fra nobili, ricchi e famiglie reali. Un gesto che era simbolo di una Germania ruggente, perché questo Berlino sembrava a chi non sapeva veramente che cosa stesse covando sotto le braci. E così il video è tutto impregnato di quell’ingenuità di chi non sa o non immagina neanche. Una quiete prima della tempesta. Anche se poi arriverà un uragano da Apocalisse.

Il video rende l’idea del contesto sereno dei reali in un mondo che era sul baratro

Ecco così che, fanno notare analisti e commentatori nella mattinata di sabato, il video ha un’enorme importanza storica. Non perché mostri una regina nazista – ed Elisabetta II, quasi 90enne, non lo è – ma perché appunto rende l’idea di un sereno contesto della famiglia reale in un mondo che era sull’orlo del baratro. Il futuro Edoardo VIII, poi, è la spiegazione di tutto. Le sue simpatie per la Germania nazista sono per molti certezza storica, anche se forse non sapremo mai che cosa veramente pensasse e va sottolineato che, prima di morire, in un’intervista aveva dichiarato di non aver mai veramente ammirato Adolf Hitler, ritenuto “goffo” e “poco convincente”. Salito sul trono il 20 gennaio del 1936, fu l’unico re del Regno Unito ad abdicare volontariamente dopo neanche un anno di trono, l’11 dicembre dello stesso anno, quindi qualche anno dopo questo filmato che sarebbe stato girato fra il 1933 e il 1934. Ufficialmente, Edoardo abbandonò lo scettro per amore, anche se la vera ragione della sua estromissione, secondo molte ricostruzioni storiche, starebbe proprio nelle sue simpatie per Hitler.

Chiave del gesto è lo zio Edoardo, le cui simpatie naziste erano note

Stando all’ufficialità, già prima di diventare re Edoardo voleva infatti sposare Wallis Simpson, una donna americana divorziata dal primo marito e che stava per divorziare anche dal secondo. Ma c’era un piccolo particolare: essendo Edoardo, da re, anche capo della allora ancora più puritana Chiesa anglicana, la sua volontà mandò nel caos la casa reale e le stesse istituzioni britanniche, scatenando fra l’altro il pettegolezzo fra regnanti di tutto il mondo e cancellerie diplomatiche. Spinto anche dalle pressioni del governo di allora, Edoardo lasciò il trono, si sposò con Wallis e la coppia fu praticamente esiliata con il titolo di duchi di Windsor, mentre Edoardo divenne anche governatore delle Bahamas. La coppia visse ancora per molti anni, sulle isole caraibiche, godendo di una vita fra il lusso e le cene di primo livello, finendo spesso negli Stati Uniti d’America, anche alla Casa Bianca, e nelle case più esclusive di mezzo mondo. Edoardo VIII morì poi a Parigi nel 1972 per un tumore. Sua moglie, ormai incapace di ricordare a causa della demenza senile, morì nel 1986. E già prima della loro scomparsa erano saltate fuori delle immagini che forse ora consentono di ricostruire il tutto, anche questo video diventato virale in poche ore. Il 23 ottobre del 1937, dopo l’abdicazione, Edoardo e la duchessa di Windsor erano volati a Monaco di Baviera. Non per l’Oktoberfest, chiaramente. Ma semplicemente per rendere omaggio al dittatore che avrebbe raso al suolo l’Europa. Le foto sono lì, con un Hitler sorridente e con un Edoardo e una Wallis ancora più sorridenti.