Gotham City è compromessa. Abbandonata dai suoi stessi cittadini, è ridotta a maleodorante tana per la feccia dell’umanità. Pattugliata in lungo e in largo da bande armate, è il bottino di guerra del solito manipolo di super-criminali che hanno drammaticamente realizzato il loro terribile piano. A capo di tutto c’è lo Spaventapasseri: la sua tossina allucinogena ha dato il via all’esodo di massa di chi, intimorito dai suoi proclami terroristici, non se l’è sentita di confidare nella giustizia e ha preferito abbandonare casa propria. Dopo il manicomio di Asylum e l’intero quartiere di Arkham City, l’area geografica in cui riportare ordine e pace è aumentata esponenzialmente in Batman: Arkham Knight, a tal punto da inglobare l’intera città su cui vigila il Cavaliere Oscuro.

Del resto è la prima volta che Rocksteady Studios si mette alla prova con i chip grafici di PlayStation 4 e Xbox One e, per il loro debutto nella “next-gen” ormai così current-gen, c’era necessariamente bisogno di qualcosa di grande, vistoso, d’impatto.

Prima sorpresa: Gotham City è estesa, ma non così sconfinata da necessitare lunghe traversate per raggiungere i vari punti d’interesse. Scelta di design coraggiosa, nei tempi in cui si crede che più grosso sia forzatamente sinonimo di più bello, ma che sul lungo periodo paga: il ritmo dell’avventura non scema per colpa di noiose (e inutili) fasi d’esplorazione fine a se stesse. Va da sé che anche quando si tratterà di scovare le basi operative del Cavaliere di Arkham, nuova e affascinante nemesi che terrà degnamente testa al nostro, i metodi di spostamento prescelti da Batman faranno sì che il tasso d’adrenalina non si abbassi mai oltre la soglia di guardia. Torna l’affiatato binomio rampino-mantello, che permette di svolazzare tra i grattacieli senza produrre alcun rumore, fa il suo debutto in questo episodio la Batmobile, pronta a far tremare ogni strada con la sua cilindrata esagerata e la batteria di missili e cannoni vulcan di cui è dotata.

Il celebre veicolo è, a conti fatti, la novità più vincolante di Arkham Knight dal momento che introduce tutta una serie di meccaniche assenti nei predecessori. Ovviamente sarete coinvolti in un nutrito numero di velocissimi inseguimenti, ma dovrete utilizzare il mezzo anche per distruggere blindati nemici e risolvere enigmi. Qualcuno storcerà il naso accorgendosi che buona parte dei rompicapo dell’Enigmista si sono tramutati in furiosi tracciati da completare affidandosi più ai riflessi che al cervello, ma fortunatamente ogni pista vanta un design eccellente.

Se il combat system, profondo e ancorato ai contrattacchi, non ha subito alcuna variazione sul tema, un altro aspetto dove si sono concentrati gli sforzi degli sviluppatori è la trama. Arkham Knight è l’episodio che più di tutti mette in mostra limiti, paure e colpe di Batman. Utilizzando un espediente narrativo forte, come può esserlo il fantasma di Joker che si materializza puntualmente, Bruce Wayne si confronterà con la parte più torbida e sinistra di sé, scoprendosi debole, insufficiente, solo. Sebbene non manchi qualche momento in cui la tensione si abbassa drasticamente, resterete con il fiato sospeso sino ai titoli di coda, non fosse altro per scoprire chi sia questo Cavaliere di Arkham che odia a tal punto il vigilante di Gotham.

Batman: Arkham Knight è un prodotto estremamente coraggioso nella misura in cui non si tira indietro nel proporre qualcosa di nuovo, qualcosa di next-gen, pur correndo il rischio di delude parte dei fan. La Batmobile, nel bene e nel male, è ingombrante: divertente da guidare quando c’è qualcuno da inseguire, meno brillante, alla lunga, quando dovrete abbattere patetici blindati che tenteranno inutilmente di sbarrarvi la strada. Tuttavia c’è ben poco da lamentarsi. Non fosse altro perché tra prove da scovare con la Detective Vision, gadget ultra-tecnologici da sfruttare per risolvere enigmi e coinvolgenti scazzottate, Arkham Knight è una goduria da giocare anche solo perché ci regala l’ebbrezza di vestire nuovamente i panni di Batman. Imperdibile per i fan, appassionante e coinvolgente anche per i neofiti.

A cura di Lorenzo Fazio

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