“Ciao Cipollino!”. Chissà se la campagna elettorale di Massimo Boldi per diventare sindaco di Milano recupererà la battuta che lui stesso seppe trasformare in tormentone anni Ottanta della tv berlusconiana. La disponibilità ad occupare le stanze di Palazzo Marino nel post Giuliano Pisapia, Boldi l’ha confermata in una lunga intervista pubblicata sull’ultimo numero di Panorama. “Mi candido con chiunque mi voglia”, ha spiegato l’attore, settanta candeline da spegnere tra pochi giorni, e giù una battuta: “Voglio affiancare Sant’Antonio alla Madonnina, da sola non ce la fa più”. Con quale partito si candiderà è ancora tutto da scoprire. Anche se Boldi con Movimento 5 Stelle e Lega Nord non ci vuole andare: “Con Grillo no, è un amico; ma i 5 stelle sono troppo rissosi. Salvini? Come potrei dopo essere stato candidato nel 1992 alla Camera dal mio amico Bettino Craxi proprio per arginare la Lega?”.

Corsi e ricorsi storici di una Milano da bere che dovrà ricostruire l’identikit di un nuovo sindaco sia a sinistra, vista l’indisponibilità di Pisapia a doppiare il primo mandato, che a destra dove Boldi, in una sorta di fantapolitica di rimessa potrebbe riaprire i giochi per un Berlusconi non proprio in forma. Massimo e Silvio, attraverso l’ombra lunga del Bettino nazionale, sono amici fin dai primi anni Ottanta, quando il comico di Luino diventò una delle icone popolari di punta degli show del sabato sera come Risatissima, Drive In e Grand Hotel. Boldi è poi sempre stato in prima linea nella difesa politica di Berlusconi soprattutto nei periodi di maggiore disgrazie dell’ex Cavaliere, tanto che una volta si è perfino fatto ospitare tra il pubblico del programma di Michele Santoro per dare supporto psicologico all’amico Silvio. Amico che però, non più di un anno fa, proprio tra le stanze della struttura di Cesano Boscone dove svolgeva la sua “attività” di recupero tra gli anziani, non l’ha nemmeno incontrato: le agenzie di stampa narrano che quel giorno Boldi sia entrato nella struttura per incontrare Silvio, ma che dopo pochi minuti sia stato bruscamente allontanato.

“Sono culo e camicia con Berlusconi, magari è la carta segreta di Silvio con cui riconquistare Milano”, spiega con ironia a FQMagazine Cochi Ponzoni, amico di vecchia data e collega di Boldi al Derby di Milano. “Sarebbe una delle sue solite follie. Massimo è mezzo matto. Però si deve far trapiantare il parrucchino uguale identico a quello di Berlusconi. Ad ogni modo io mi avvicinai ai Radicali all’epoca della liberalizzazione delle droghe leggere, ma me ne allontanai anche velocemente quando finirono vicinissimi proprio a Berlusconi”. Nel 1992 Boldi, candidato nel Psi nella circoscrizione di Como/Varese prese poco più di 1900 preferenze e non venne eletto; anche se dopo una carriera trentennale nel mondo del cinema con una dozzina di cinepanettoni alle spalle, proprio dal ’92 in avanti, la sua popolarità è diventata ben più trasversale culturalmente e geograficamente di quella guadagnata negli anni della tv del Biscione.

Un profilo Twitter da 466mila follower, usato con disinvoltura e costanza spesso per parlare di politica, e una pagina Facebook con oltre 732mila “amici”, fanno di Boldi uno che non difetta di certo in comunicazione e simpatia sul web. “Speriamo che una volta diventato sindaco almeno si rida”, scherza, raggiunto da FQMagazine, Diego Abatantuono, lui che con Boldi esordì nel gruppo comico de I Repellenti. “A parte gli scherzi, sempre che questo non sia uno scherzo di Massimo, gli sconsiglio vivamente di mettersi in politica. Preferisco continui a fare il suo lavoro. Meglio averlo come attore”. Boldi è reduce dal mezzo flop di Ma tu di che segno sei?, commedia diretta da Neri Parenti, con Gigi Proietti e Vincenzo Salemme, che ha racimolato soltanto 3milioni e 800mila euro: una cifra non più ai livelli delle vecchie produzioni natalizie, in cui “Max Cipollino” vorrebbe tornare a recitare assieme al compagno Christian De Sica. Il litigio di quattro anni fa sembra superato, almeno da parte di Boldi, che nel gennaio scorso ha teso una mano all’amico Christian. Da De Sica, invece, nessun segnale se non l’annuncio di Natale ai Caraibi nelle sale da dicembre 2015, assieme a Massimo Ghini. Di Boldi nel cast nessuna traccia. Si spera che ora arrivi almeno un partito per supportarlo alla candidatura a sindaco di Milano: altrimenti sarà tutto un “Bestia che figura!”.