Gli dà della carogna, seppur come estensione di “caro”, lo taccia di servilismo, sempre “ai piedi del vincitore“,  sostiene che il suo giornale sia “come la Grecia“. Volano di nuovo gli stracci tra Renato Brunetta e Giuliano Ferrara. Il copione è simile a quello del novembre scorso, quando il capogruppo di Forza Italia aveva duramente replicato ad un’intervista di Ferrara su Berlusconi e Salvini. Questa volta la molla che fa scattare Brunetta è un articolo firmato direttamente dall’ex direttore del Foglio. Un editoriale in cui Ferrara promuove l’accordo Ue – Grecia, definendolo come la “rivalutazione totale del governo Monti 2011“,  “l’aureola su Giorgio Napolitano, comunista realista e riformista europeista da beatificare in vita”, “il timbro sul governo Renzi-Marchionne”. Poi Ferrara tira in ballo Brunetta. “E’ un accordo – scrive l’ex militante del Pci, poi europarlamentare socialista e ministro berlusconiano – sul quale vale la pena rifletta con sensibilità politica ed economica l’amico ed ex premio Nobel Renato Brunetta“.

Il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio non se l’è fatto dire due volte: ha preso carta e penna ed ha risposto a Ferrara con una mail a Dagospia. Esilarante l’incipit: “Caro(gna) Giuliano, sono l’amico ed ex Nobel Brunetta, del resto chi non è vedovo di qualche speranza giovanile? Solo tu non sei vedovo del tuo comunismo originario. Però te ne vergogni” scrive il parlamentare di Forza Italia. Che poi spiega:  “Lo si capisce – continua – dal fatto che hai bisogno di mascherare la viltà di acciambellarti ai piedi del vincitore con qualche contorsionismo buffonesco. Quando infatti il servilismo è evidente, esiste una sola arma per cavarsela apparendo intelligenti e belli: fare l’istrione. È quello che l’astuzia pachidermica ti ordina, caro(gna) Giuliano. Così esageri, porti all’esasperazione il tuo totale ossequio al nuovo padrone“.

Poi Brunetta mette nel mirino anche Il Foglio e Claudio Cerasa, che ha sostituito Ferrara sulla poltrona di direttore. ” Per metterti al riparo dall’ironia auto-ironizzi e, in unità d’intenti con Claudio Cerasa, chiama “Il Foglio” “The Blatt”.  Ma, se permetti, non è autoironia, è una mascherata patetica, un po’ come le SS italiane rispetto all’originale. Il tuo “Foglio” è come la Grecia: non ha mai fatto una lira, o un euro di profitto. L’unica speranza è di essere comperato volta per volta dal Principe sempre nuovo e sempre uguale. La Merkel? Troppo pitocca, guarda come ha bastonato la Grecia. Meglio questi due ( e cioè Renzi e Marchionne nda), o qualche loro promanazione paraverdiniana, che si faccia carico dei debiti. Fino al prossimo Principe”.