I precari della scuola da assumere continuano ad aumentare. Non per gentile concessione del governo, ma per gli errori del Ministero e le sentenze dei tribunali. L’ultima è del Tar del Lazio, che ha stabilito che tutti i partecipanti all’ultimo concorso che avevano preso la sufficienza alla prova preselettiva avevano diritto ad essere ammessi a pieno titolo allo scritto e all’orale. Quelli che hanno fatto ricorso e hanno superato le prove – e sono diverse centinaia – adesso saranno inseriti nelle graduatorie e dovranno essere inclusi nel piano straordinario della riforma.

La vicenda risale al 2012, anno dell’ultimo concorsone. Vista anche l’attesa di quasi 15 anni (l’ultimo si era svolto nel ’99) ai nastri di partenza si erano presentati in oltre 260mila candidati. E il Ministero, anche per scremare la platea, aveva fissato una soglia di punteggio minimo particolarmente alta per la prima prova, il quiz di preselezione che poi si era rivelato lo scoglio più grande di tutto il concorso: solo il 33 per cento (con punte inferiori al 20% in alcune regioni, come Sicilia o Molise) lo aveva superato. Per passare allo scritto e all’orale bisognava conseguire almeno 35 punti su 50, una media di 7 decimi. Illegittima, però, a quanto stabilito dal Tar. Il Miur, infatti, nel fissarla si era ispirato al Testo Unico sulla scuola del ’94, che prevede appunto tale soglia per il superamento delle prove di concorso. Peccato, però, che la stessa legge stabilisca che per le prove intermedie (come appunto può essere considerata quella preselettiva) basti la semplice sufficienza.

L’anomalia era subito saltata all’occhio dei sindacati che hanno dato battaglia. C’erano già stati dei provvedimenti cautelari che avevano permesso ai ricorrenti di accedere con riserva alle prove, e successivamente alle Graduatorie di merito. Adesso la sentenza del Tar del Lazio scioglie ogni dubbio e insieme ad esso la riserva: chi al quiz aveva totalizzato un punteggio di 30-34/50, e poi ha superato l’orale e lo scritto, ha vinto il concorso e sarà destinatario di una cattedra. Subito, già a settembre 2015, visto che la riforma targata Renzi-Giannini prevede lo svuotamento delle Graduatorie dell’ultimo concorso, e che i loro iscritti hanno precedenza anche sui precari storici delle Graduatorie ad Esaurimento (gli altri beneficiari del piano assunzionale). Le assunzioni, insomma, saranno un po’ di più di 100mila.

In totale, infatti, a beneficiare della sentenza del Tar (che è definitiva) dovrebbero essere circa 500 docenti: 300 di loro hanno partecipato al ricorso collettivo promosso dal sindacato Anief, altri si sono mossi a livello individuale o con altre sigle. Del resto, non è la prima volta che il governo si vede costretto ad allargare i cordoni delle assunzioni in seguito a pareri dei giudici. A marzo il Consiglio di Stato aveva ammesso con riserva in GaE circa 3mila diplomati magistrali. Nelle scorse settimane, per evitare un contenzioso con alta probabilità di sconfitta, Renzi si è visto costretto a fare marcia indietro e ad includere nella riforma gli idonei, dopo averli inizialmente esclusi. Adesso è ancora il concorso 2012 ad assegnare nuovi posti. Si è concluso da quasi tre anni, ma alcuni nodi del passato continuano a venire al pettine.

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