Risveglio. Caffè. Lettura dei giornali. Minaccia di querela di Giorgio Napolitano. Buongiorno, eh? Che risveglio. Il Presidente Emerito “si riserva di adire le vie legali” contro Il Fatto Quotidiano per la “grossolana, ignobile montatura” imbastita “facendo leva sul testo di alcune intercettazioni giudiziarie acquisite e pubblicate in modi di assai dubbia legittimità”.

Che intende dire, Presidente? Che io e il mio collega Marco Lillo abbiamo trafugato come ladri un documento giudiziario coperto da segreti o guarentigie? E’ la classica arma di distrazione di massa. Se ti dà fastidio la notizia – e che notizia, alti ufficiali della Finanza che disquisiscono su carriere ottenute perché qualcuno “tiene per le palle” la famiglia Napolitano – si prova a sollevare attenzione su altro, che magari la notizia viene dimenticata. Basta leggere alcuni giornali stamane. Domande sulla legittimità o meno della presenza di queste intercettazioni dentro un fascicolo sulla metanizzazione ‘camorrista’ della coop rossa Cpl Concordia nell’agro aversano. E sulla legittimità della pubblicazione. Che noia.

Sgombriamo subito il campo su quest’ultimo punto e diamo una risposta al Presidente Emerito. Le intercettazioni sono state acquisite e pubblicate in modi di sicura e solare legittimità. L’informativa dei carabinieri del Noe, datata 13 ottobre 2014, che contiene le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche e ambientali pubblicate in esclusiva su Il Fatto Quotidiano, è depositata ed è a disposizione delle parti che devono preparare gli interrogatori di garanzia degli indagati raggiunti da un provvedimento cautelare nell’inchiesta Cpl Concordia.

Per il resto, da giornalista e da lettore, mi appassiona di più lavorare su un pezzo o leggere un pezzo che descriva, interpreti, disveli i fatti, i segreti e i misteri di queste intercettazioni di enorme rilevanza pubblica, piuttosto che un pezzo che disquisisca se siano processualmente utili o meno e come siano uscite su un quotidiano. Napolitano poi se ne faccia una ragione: non sempre si riesce a far distruggere gli atti giudiziari che lo riguardano.