Difficile stabilire chi è il buono, chi il brutto e chi il cattivo quando i tre protagonisti della MotoGp si preparano al giro di boa della stagione sul circuito tedesco del Sachsenring (gara domenica alle 14 in diretta su Sky e in differita in chiaro alle 17 su Cielo). Assegniamo la bontà a Valentino Rossi non tanto per patriottismo ma per quella saggezza dei suoi 36 anni che gli permette di dissimulare la polemica in conferenza stampa e, quando il giovane e agguerrito rivale Marc Marquez lo stuzzica definendolo un maestro da cui c’è sempre da imparare, anche e soprattutto su come tagliare le chicane, lui risponde serafico: “Non capisco se è un complimento o se mi sta prendendo per il… sedere”.Scorie del duello di Assen, che si spera di rivedere domani in pista. Per ovvie ragioni spetta quindi al compagno di Yamaha di Valentino Rossi, e suo inseguitore in classifica Jorge Lorenzo, il titolo di brutto: o almeno di brutto anatroccolo.

Qui a Chemnitz non solo lo spagnolo non ha mai vinto, ma durante la seconda sessione di libere del 2013 è caduto danneggiando la placca di metallo e trovandosi costretto a una nuova operazione alla spalla.In attesa delle qualifiche del pomeriggio, nelle libere le Yamaha si sono piazzate appena dietro la moto Marquez, con Lorenzo davanti a Rossi, ma poi la gara dirà altro: mai come quest’anno è in testa alla classifica un pilota, Valentino, che non è quasi mai stato in testa (Assen escluso) durante la gara, salvo sbucare da dietro nel rush finale. Non male comunque il piazzamento delle Yamaha, dato che la pista è storicamente favorevole alla Honda, che qui vince da cinque anni consecutivi – l’ultima vittoria Yamaha è anche l’ultima di Rossi nel 2009, proprio al fulmicotone su Lorenzo – prima con Pedrosa (3) e poi con Marquez (2).E da cinque anni qui vince lo stesso Marquez, la cui rabbia dopo Assen e la voglia e necessità di rivincita lo investono del ruolo di cattivo, prima in 125 poi due volte in Moto2 e altrettante in MotoGp. La pista, corta, ostica, antioraria, con le curve (quasi) tutte a sinistra, sorride quindi alla Honda, a Marquez e ovviamente al suo compagno Dani Pedrosa, non impeccabile nelle libere ma qui ha vinto quattro volte e ha tutti i record della pista.

Bisogna aspettare le qualifiche però, qui chi parte in pole di solito arriva davanti. Rinate nelle libere, dopo che ieri avevano faticato assai, anche le Ducati dei gemelli diversi Dovizioso (quarto) e Iannone (nono) che per un attimo ribaltano quanto fatto vedere durante la stagione. Ma non è una pista per la Ducati. Come non lo è per Melandri che ha rescisso il contratto con l’Aprilia, al suo posto Michael Laverty, e punta al ritorno in Superbike.

Conclusa la nona delle 18 gare in programma ci saranno tre settimane di vacanze per i piloti prima di tornare in pista a Indianapolis il 9 agosto per la seconda parte di stagione. Allora sapremo se Rossi sarà ancora il buono, Lorenzo il brutto (anatroccolo) e Marquez, cui è quanto mai necessaria una vittoria, avrà ancora la cattiveria per cominciare a scalare una classifica che oggi lo vede troppo lontano. Altrimenti non ci sarà più bisogno di scomodare il “triello” di Sergio Leone, e la MotoGp 2015 tornerà a essere il più classico dei duelli.

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